Una segnalazione ufficiale inviata da un coroner inglese riporta l’attenzione sui possibili rischi legati ad alcune indicazioni cliniche utilizzate nell’ambito del servizio Pharmacy First, il programma del Servizio sanitario nazionale britannico che affida alle farmacie territoriali un ruolo diretto nella gestione di alcune patologie minori. Il richiamo arriva dopo la morte di un paziente e riguarda in particolare linee guida ritenute non aggiornate e poco chiare rispetto al ruolo dei farmacisti di comunità.
Nel sistema giudiziario del Regno Unito, il coroner è un magistrato indipendente incaricato di indagare sui decessi improvvisi, sospetti o di causa non chiarita. Quando, nel corso di un’inchiesta, emergono criticità che potrebbero causare altri decessi in futuro, il coroner può pubblicare una “Prevention of future deaths report”, una segnalazione formale indirizzata alle istituzioni competenti affinché adottino correttivi. Si tratta di atti che non hanno valore sanzionatorio ma che rivestono grande importanza per il sistema sanitario, perché obbligano i destinatari a rispondere entro termini precisi indicando le misure adottate o programmate.
È quanto accaduto il 20 febbraio scorso, quando Elizabeth Wheeler, assistant coroner per la contea di Cheshire, ha pubblicato un rapporto in cui avverte che, senza interventi correttivi, esiste «un rischio di ulteriori decessi». Il caso riguarda Alan Crabtree, 84 anni, al quale il 3 febbraio 2025 era stato prescritto metotrexato per problemi reumatologici. Nelle settimane successive il paziente ha sviluppato effetti collaterali idiosincratici, tra i quali una rapida pancitopenia, che hanno reso necessario il ricovero all’ospedale di Macclesfield il 18 febbraio. Crabtree è poi deceduto il primo marzo dopo aver sviluppato una polmonite. L’inchiesta si è conclusa con un verdetto di “misadventure”, cioè morte dovuta a circostanze accidentali.
Nel corso dell’indagine il coroner ha esaminato anche le indicazioni fornite ai pazienti su come comportarsi in presenza di segni di tossicità da metotrexato, come mal di gola, ulcere orali o difficoltà nella deglutizione. Tra i documenti analizzati figura la “Shared care guideline for oral methotrexate in rheumatological conditions in adults”, elaborata nel settembre 2017 dal Greater Manchester Medicines Management Group, organismo interistituzionale che supporta l’uso appropriato dei medicinali nell’area di Greater Manchester. La linea guida avrebbe dovuto essere aggiornata nell’ottobre 2020 ma, al momento della pubblicazione del rapporto, risultava ancora in vigore nella versione originaria.
Secondo il coroner, alcune indicazioni contenute nel documento non riflettono più la pratica clinica corrente. In particolare, il range di dose iniziale indicato — da 5 a 15 mg con titolazione fino a 20-25 mg — «non rispecchia la pratica attuale», poiché la dose da 5 mg «non è abitualmente prescritta» e viene raramente utilizzata in reumatologia perché potenzialmente subterapeutica. La linea guida, inoltre, non fornisce indicazioni su quando modificare il dosaggio né sui fattori che dovrebbero orientare le decisioni cliniche.
Un altro elemento di criticità riguarda le indicazioni rivolte ai pazienti su chi contattare in caso di sintomi sospetti. Nel caso Crabtree, i familiari avevano chiesto consiglio a un farmacista di comunità e il trattamento era stato gestito attraverso il servizio Pharmacy First. Tuttavia, la linea guida invita genericamente a rivolgersi a personale sanitario («medical attention»), una formulazione che, secondo il coroner, può risultare ambigua perché il documento è stato redatto prima dell’introduzione del programma Pharmacy First e non tiene conto dell’evoluzione dei ruoli tra ospedale, medici di medicina generale e farmacisti territoriali. L’assenza di indicazioni più precise sul professionista da consultare potrebbe quindi determinare ritardi nell’interruzione del metotrexato o nell’avvio del trattamento della tossicità.
Il rapporto osserva inoltre che queste indicazioni non sono allineate neppure con il materiale informativo per i pazienti diffuso dall’associazione Arthritis UK, che raccomanda di informare «il proprio medico o infermiere specialista» in presenza di sintomi come mal di gola o ulcere della bocca.
La segnalazione è stata trasmessa al Greater Manchester Medicines Management Group, che dovrà rispondere entro 56 giorni indicando le azioni intraprese o programmate e i relativi tempi di attuazione. Il Pharmaceutical Journal ha riferito di aver contattato l’organismo per un commento.
Il caso si inserisce in un contesto in cui il ruolo delle farmacie territoriali nel sistema sanitario inglese è stato recentemente rafforzato. Il servizio Pharmacy First, lanciato dal National Health Service nel gennaio 2024, consente infatti ai farmacisti di valutare e trattare direttamente alcune condizioni minori — come infezioni del tratto urinario non complicate, impetigine, sinusite o mal di gola — con possibilità di fornire farmaci su specifici protocolli clinici senza passare dal medico di medicina generale.
Proprio l’espansione delle competenze attribuite alle farmacie rende particolarmente rilevanti, secondo il coroner, la chiarezza e l’aggiornamento delle linee guida cliniche che orientano il comportamento dei pazienti e degli operatori sanitari. Nel rapporto si sottolinea infatti che i documenti redatti prima dell’introduzione di Pharmacy First potrebbero non riflettere adeguatamente la nuova distribuzione di responsabilità all’interno del sistema.