estero

Inghilterra, reso più flessibile il sistema di rimborsi di Pharmacy First

17 Gennaio 2026

Dal giugno scorso le farmacie inglesi che erogano il servizio Pharmacy First beneficiano di un nuovo livello “intermedio” di remunerazione, introdotto dal Nhs per evitare che molti erogatori restino esclusi dai rimborsi a causa della difficoltà nel raggiungere la soglia minima di prestazioni che dà diritto alla quota intera. È quanto emerge da una risposta scritta a un’interrogazione parlamentare pubblicata il 5 gennaio 2026 dal ministro per la Farmacia Stephen Kinnock, ripresa dal Pharmaceutical Journal.

Pharmacy First è il programma con cui in Inghilterra le farmacie di comunità erogano consulti clinici su specifici percorsi assistenziali (clinical pathways) per disturbi comuni, con l’obiettivo di alleggerire il carico su medicina generale e pronto soccorso: il cittadino viene indirizzato in farmacia e, quando previsto dal protocollo, il farmacista può valutare i sintomi e fornire il trattamento appropriato nell’ambito del servizio.

Il nodo, emerso già dall’estate scorsa, è che non tutte le farmacie riescono a raggiungere le consultazioni mensili che danno diritto alla quota fissa. Il contratto biennale è stato quindi modificato con l’aggiunta di una soglia ridotta, in vigore dal giugno scorso: alle farmacie che effettuano tra 20 e 29 consultazioni dei clinical pathways viene riconosciuto un pagamento fisso “ad interim” di 500 sterline (circa 585 euro), invece delle 30 consultazioni mensili che attivano il pagamento ordinario da 1.000 sterline (circa 1.170 euro).

Secondo Kinnock, il pagamento intermedio da 500 sterline è stato corrisposto nel primo mese a 1.565 “pharmacy contractors”, ossia i titolari/gestori convenzionati che hanno registrato tra 20 e 29 consultazioni. Nello stesso mese, altre 4.051 farmacie hanno invece raggiunto le 30 prestazioni e sono risultate idonee al pagamento “full” da 1.000 sterline: in totale sono circa il 39% delle 10.405 farmacie allora presenti in Inghilterra.

Il ministro ha rivendicato l’effetto della nuova soglia più bassa: «Il nuovo livello di pagamento supporta le farmacie con minore potenziale di erogazione e ha aumentato il numero di farmacie che accedono ai rimborsi di Pharmacy First». Un impatto confermato anche dalle analisi condotte dal Pharmaceutical Journal sui dati della Nhs Business Services Authority: a luglio 2025, 1.560 farmacie hanno erogato tra 20 e 29 consultazioni; ad agosto sono salite a 1.702 e a settembre a 1.770. La testata precisa tuttavia che questi numeri potrebbero risultare superiori al totale delle farmacie che hanno effettivamente ricevuto il pagamento nei mesi successivi, perché non è noto quante abbiano completato la registrazione ai servizi aggiuntivi oggi necessari per ottenere la quota mensile (come il servizio di contraccezione in farmacia e l’identificazione dei casi di ipertensione).

Sul fronte delle rappresentanze, Community Pharmacy England valuta positivamente l’intervento. Alastair Buxton, direttore dei servizi Nhs dell’associazione, osserva che il nuovo sistema «ha raggiunto il suo obiettivo: più titolari ricevono un pagamento mensile, rispetto a quanto sarebbe avvenuto con il sistema precedente». Ma rilancia anche una richiesta politica: «Continueremo a sostenere che Pharmacy First debba diventare un servizio ad accesso diretto per tutti i pazienti, così che le consultazioni non finanziate che le farmacie oggi forniscono ricevano un finanziamento adeguato». Anche la Company Chemists’ Association, che rappresenta le catene, accoglie favorevolmente la misura: secondo l’amministratore delegato Malcolm Harrison, «garantisce che le farmacie che si impegnano a raggiungere le soglie di Pharmacy First non si trovino davanti a un “salto nel vuoto” se mancano di poco l’obiettivo». E conclude: «Continueremo a monitorare da vicino i livelli di pagamento e ci aspettiamo che vengano rivisti nelle prossime trattative contrattuali, attese a breve».