In Marocco si accende lo scontro sull’ingresso del capitale nella proprietà delle farmacie. Le tre maggiori centrali sindacali dei farmacisti territoriali hanno annunciato una serie di scioperi per protestare contro alcune raccomandazioni formulate dal Consiglio della concorrenza, l’autorità antitrust del Paese, che invitano a rivedere l’attuale modello proprietario per aprire la titolarità al capitale.
La proposta del regolatore, riportata a fine febbraio dal quotidiano marocchino L’Opinion, rientra in un più ampio pacchetto di indicazioni volte – secondo l’Autorità – a modernizzare il settore. Tra le misure suggerite figurano appunto «l’apertura delle farmacie al capitale, la nascita di catene e la liberalizzazione degli orari», interventi che nelle intenzioni del Consiglio della concorrenza dovrebbero favorire maggiore dinamismo economico e una migliore organizzazione del servizio.
Le raccomandazioni hanno però incontrato l’immediata opposizione delle organizzazioni professionali dei farmacisti marocchini, che temono conseguenze rilevanti sull’assetto della professione e sulla stessa funzione sanitaria della farmacia. In particolare, i sindacati mettono in guardia contro il rischio di una progressiva «mercificazione del farmaco» e di una perdita dell’indipendenza professionale del farmacista nel momento in cui il capitale delle farmacie dovesse aprirsi a investitori non appartenenti alla professione.
Secondo le organizzazioni di categoria, l’ingresso di capitali esterni potrebbe inoltre favorire fenomeni di concentrazione economica nelle aree urbane più redditizie, con il pericolo di un progressivo indebolimento della presenza farmaceutica nelle zone rurali e periferiche del Paese. Il timore è che la logica finanziaria finisca per prevalere su quella sanitaria, modificando l’equilibrio territoriale della rete e incidendo sull’accesso alle cure da parte della popolazione.
Per cercare di influenzare la posizione del Consiglio della concorrenza prima che il dossier arrivi al tavolo del governo – chiamato a pronunciarsi in via definitiva sulla questione – i tre principali sindacati dei farmacisti hanno quindi annunciato l’avvio di una mobilitazione nazionale articolata in più giornate di sciopero. La data della prima astensione dal lavoro non è ancora stata fissata, ma secondo quanto riferisce il sito di informazione indipendente Le Desk l’iniziativa dovrebbe rappresentare soltanto il primo passo di una protesta più ampia.
Il movimento dei farmacisti, inoltre, sta raccogliendo il sostegno di altre professioni sanitarie. Medici liberi professionisti e odontoiatri hanno già espresso solidarietà alla mobilitazione, condividendo le preoccupazioni sulle possibili ricadute della riforma sull’organizzazione dell’assistenza e sul ruolo delle professioni sanitarie nel sistema marocchino. I sindacati dei farmacisti avvertono infine che, se le loro richieste non dovessero essere ascoltate, le iniziative di protesta potrebbero intensificarsi fino a diventare «senza precedenti».