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Olanda, sito di ricette per la pillola chiude dopo pochi giorni per troppe richieste

3 Aprile 2026

Un sito per la prescrizione online della pillola abortiva costretto a chiudere dopo pochi giorni per eccesso di richieste: è quanto accaduto nei Paesi Bassi a Thuisabortus.nl, piattaforma lanciata lunedì scorso su iniziativa del medico di medicina generale e sessuologo Peter Leusink e già messa in pausa nel giro di una settimana. A riferire la vicenda è la rivista belga Le Pharmacien, che ricostruisce tempi e modalità di un debutto ben oltre le aspettative.

Il sito nasceva con l’obiettivo di offrire alle donne in gravidanza entro le nove settimane la possibilità di ottenere, attraverso una richiesta online, la prescrizione dei farmaci per l’interruzione volontaria. Le domande vengono comunque valutate con scrupolo da un team di medici guidato dallo stesso Leusink medici e la dispensazione resta ancorata al canale tradizionale, con ritiro dei medicinali in farmacia (senza consegna a domicilio). Un modello, dunque, che combina consultazione digitale e filiera farmaceutica convenzionale.

A sorprendere gli stessi promotori è stata però la risposta dell’utenza. Secondo quanto dichiarato da Leusink al sito di informazione olandese Nu.nl, la piattaforma ha ricevuto oltre trenta richieste al giorno, contro le cinque-sette preventivate. «Siamo un gruppo di medici di medicina generale che fa questo in aggiunta al lavoro abituale. Un’ora al mattino, una al pomeriggio e una a fine giornata: questa era l’idea. Ma non avevamo previsto nulla di simile», ha spiegato il fondatore. L’incremento della domanda ha rapidamente reso evidente l’insufficienza delle risorse disponibili per garantire una valutazione accurata dei casi.

Da qui la decisione di sospendere temporaneamente il servizio già dal venerdì successivo al lancio, con l’obiettivo di rafforzare l’organico. «Questa settimana assumeremo quattro o cinque medici supplementari» ha annunciato Leusink, aggiungendo che la riapertura è prevista dopo le festività pasquali, con un’organizzazione più strutturata: «Ci sarà qualcuno al lavoro tutto il giorno, in modo continuativo».

Accanto al successo di pubblico, l’iniziativa ha però sollevato critiche da parte delle principali organizzazioni mediche olandesi, tra le quali l’associazione dei medici di medicina generale (Lhv), la federazione Knmg e l’associazione dei medici abortisti NgvA. Al centro delle perplessità, l’assenza di un contatto diretto tra medico e paziente, elemento considerato parte integrante del percorso assistenziale.

«La scelta di interrompere una gravidanza appartiene interamente alla donna» ha osservato la Lhv, «ma una componente essenziale delle cure del medico di famiglia è il contatto personale continuativo, che consente di individuare eventuali criticità ulteriori». Il riferimento, in particolare, è a situazioni di vulnerabilità come disturbi mentali, dipendenze o difficoltà economiche, per le quali il colloquio diretto può rappresentare un passaggio decisivo nell’attivazione di supporti adeguati. «La pillola abortiva online non potrà mai sostituire questo rapporto personale tra paziente e medico» conclude l’associazione.

Di segno opposto la posizione dei promotori e di parte degli esperti del settore. Leusink definisce tali critiche «condiscendenti», rivendicando la capacità delle pazienti di scegliere il percorso più adatto alle proprie esigenze: «Chi desidera un confronto o informazioni verbali può rivolgersi al proprio medico di famiglia. Ma esiste anche un gruppo di donne perfettamente in grado di descrivere la propria situazione tramite un modulo e di comprendere le informazioni disponibili online». Sulla stessa linea Karin van der Velde, esperta del centro Rutgers per la salute sessuale, secondo cui «il luogo in cui si ottiene la pillola abortiva non riduce in alcun modo la consapevolezza della scelta».

A sostegno di questa tesi viene citato anche uno studio statunitense secondo cui il 99% delle donne che interrompono una gravidanza conferma la propria decisione a cinque anni di distanza, dato che, secondo gli esperti, difficilmente verrebbe modificato dall’introduzione di canali digitali. Van der Velde sottolinea infine come modelli analoghi siano già diffusi in altri Paesi: «Non stiamo inventando nulla di nuovo».