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Uk, calano gli annunci di lavoro per farmacisti ma non è per ridotto bisogno

15 Aprile 2026

Nel Regno Unito sono in calo da molti mesi gli annunci a distanza per la ricerca di farmacisti collaboratori, non perché il bisogno delle farmacie sia in calo ma piuttosto perché non possono sostenere i costi di un’assunzione. È la lettura che accompagna i nuovi dati dell’Ons (Office for national statistics, l’istituto nazionale di statistica britannico), dai quali emerge un netto ridimensionamento delle inserzioni online per farmacisti collaboratori e “pharmacy technician” (figure tecniche abilitate che supportano il farmacista nella dispensazione, nella gestione operativa e nei servizi).

Secondo le rilevazioni più recenti, a febbraio gli annunci online indirizzati ai farmacisti erano 1.124 contro i 2.095 del febbraio 2025: un calo del 46% su base annua. Il dato si inserisce in una tendenza ormai consolidata. L’Ons, che raccoglie le informazioni tramite software di web scraping su circa 90 mila siti di recruiting e job board, segnala infatti una diminuzione delle nuove inserzioni in quasi tutti i mesi da aprile 2025 in avanti. In quel mese gli annunci erano scesi del 36% rispetto allo stesso mese del 2024 (1.612 contro 2.501), mentre nel dicembre successivo il divario ha raggiunto il 52% (739 contro 1.527). L’unica eccezione è stata marzo 2025, quando le inserzioni per la ricerca di farmacisti sono salite a 1.977, il 22% in più rispetto a marzo 2024.

Andamento analogo per i pharmacy technician. Anche in questo caso soltanto marzo 2025 ha mostrato un lieve incremento: 962 annunci, pari a +1,5% rispetto all’anno precedente. In tutti i mesi successivi fino a febbraio 2026 si registra invece una flessione, compresa tra il -6% di maggio 2025 e il -54% di dicembre.

Dal punto di vista geografico, Inghilterra e Galles mostrano un arretramento costante delle inserzioni in ciascun mese tra aprile 2025 e febbraio 2026. Più irregolare il quadro della Scozia, dove il calo si osserva in cinque mesi sui dodici considerati.

Il fenomeno appare ancora più significativo se confrontato con il mercato del lavoro nel suo complesso. A febbraio 2026 gli annunci online totali nel Regno Unito erano 593.360, in diminuzione del 18% rispetto ai 724.372 di un anno prima. Tuttavia, nell’arco dei dodici mesi l’insieme delle professioni ha registrato aumenti in sette mesi, mentre il comparto farmacia ha continuato a muoversi in senso opposto.

Per gli operatori del settore, il problema non è la minore necessità di personale, ma la sostenibilità economica delle assunzioni. Leyla Hannbeck, chief executive della Independent Pharmacies Association (associazione delle farmacie indipendenti), spiega al Pharmaceutical Journal che «non è che le farmacie non abbiano bisogno di personale, è che molte semplicemente non possono permettersi di assumere». Il risultato, aggiunge, è una crescente pressione sui team in servizio, chiamati a mantenere gli standard assistenziali in un contesto segnato da aumento dei contributi previdenziali, rialzo del salario minimo, incremento della fiscalità locale, carenze di medicinali e sottofinanziamento cronico.

Una lettura simile arriva dal settore ospedaliero. Colin Rodden, della Guild of Healthcare Pharmacists (associazione dei farmacisti del servizio sanitario), collega il calo delle inserzioni ai tagli nei budget degli Nhs trusts (enti che gestiscono ospedali e servizi del National Health Service, il sistema sanitario pubblico): molti posti non vengono rimpiazzati oppure restano vacanti più a lungo. In diversi casi, osserva, si ricorre a promozioni interne per contenere la spesa, riducendo così il numero di vacancy pubblicate all’esterno.

Sul versante della farmacia territoriale, Malcolm Harrison della Company Chemists’ Association (associazione delle catene di farmacia) ricorda che tra settembre 2022 e giugno 2024 la rete britannica delle farmacie ha perso 3,4 milioni di ore lavorative, il 62% per chiusure di sedi e il 38% per riduzione degli orari di apertura.