La Royal pharmaceutical society, l’equivalente britannico dell’Ordine dei farmacisti, ha chiesto ai produttori di spray nasali decongestionanti di fornire chiarimenti e rafforzare le avvertenze sui rischi legati all’uso prolungato di questi prodotti, in particolare sul potenziale sviluppo di una forma di dipendenza funzionale. L’iniziativa segue la pubblicazione, l’8 gennaio, di un’indagine condotta tra i farmacisti del Regno Unito che mette in evidenza una diffusa sottovalutazione del problema da parte dei pazienti.
Il sondaggio, che ha coinvolto 309 farmacisti, mostra come quasi due terzi degli intervistati, pari al 63%, siano intervenuti almeno una volta in presenza di un sospetto abuso di spray decongestionanti nasali, suggerendo un’alternativa terapeutica oppure rifiutando la vendita. La Rps ribadisce che i medicinali a base di xilometazolina o ossimetazolina non dovrebbero essere utilizzati per più di sette giorni consecutivi, in linea con le indicazioni del servizio sanitario britannico e con le raccomandazioni dei produttori.
Secondo la Società scientifica, un impiego più prolungato può favorire l’insorgenza della cosiddetta rinite medicamentosa, nota anche come “congestione di rimbalzo”: una condizione in cui la mucosa nasale reagisce al farmaco con un peggioramento dei sintomi, inducendo il paziente a un uso ripetuto dello spray per riuscire a respirare più facilmente. È proprio questo meccanismo che può tradursi, nel tempo, in una vera e propria dipendenza dall’effetto del prodotto.
Dai dati emerge inoltre una carenza informativa significativa. Il 59% dei farmacisti ritiene che i pazienti non siano consapevoli del rischio di una congestione di rimbalzo, mentre quasi tre quarti degli intervistati, il 74%, giudicano le confezioni poco chiare nel segnalare il limite massimo dei sette giorni di trattamento. Un dato che ha spinto la Rps a sollecitare un miglioramento della comunicazione rivolta al pubblico.
«Gli spray nasali decongestionanti possono essere utili per un sollievo a breve termine, ma usarli per più di sette giorni può peggiorare in modo significativo la congestione», ha spiegato Amira Guirguis, chief scientist della Rps. «La nostra ricerca dimostra che molte persone non sono consapevoli di questo rischio e possono continuare a utilizzare questi spray senza rendersi conto che stanno prolungando i propri sintomi». Da qui la richiesta di «avvertenze più chiare sulle confezioni, impossibili da ignorare, e di una maggiore consapevolezza sul limite dei sette giorni», invitando i pazienti a rivolgersi al farmacista qualora i disturbi persistano oltre una settimana, anche per valutare opzioni alternative sicure ed efficaci.
Sulla stessa linea Olivier Picard, presidente della National pharmacy association, secondo cui «l’uso eccessivo di spray decongestionanti nasali aumenta il rischio di effetti indesiderati, ed è per questo che i farmacisti possono rifiutarne la dispensazione quando ritengono ci sia un rischio di uso improprio o abuso». Picard ha inoltre espresso preoccupazione per gli acquisti effettuati al di fuori della farmacia, come nei supermercati o nelle stazioni di servizio, dove «i pazienti potrebbero non essere consapevoli dei potenziali effetti collaterali o delle modalità corrette di assunzione».