Non emerge alcuna associazione tra vaccinazione anti-Covid e aumento del rischio di morte cardiaca improvvisa nei soggetti giovani e sani. Lo dicono i risultati di uno studio pubblicato il 19 marzo 2026 sulla rivista scientifica PLOS Medicine, ripresi dalla rivista inglese The Pharmaceutical Journal. La ricerca, condotta su un’ampia coorte di popolazione, interviene su uno dei timori più persistenti emersi durante la campagna vaccinale, ossia la possibilità che i vaccini possano determinare eventi fatali in individui senza patologie pregresse.
Gli autori hanno analizzato i dati relativi a oltre 6 milioni di residenti in Ontario (Canada) di età compresa tra 12 e 50 anni che hanno avuto un arresto cardiaco nel periodo tra il 1° aprile 2021 e il 30 giugno 2023. Dallo studio sono stati esclusi i pazienti con malattie cardiovascolari documentate, disturbi della salute mentale o condizioni in grado di predisporre a esiti avversi da Covid-19, così da isolare una popolazione considerata “sana”. I casi sono stati definiti come decessi avvenuti al di fuori dell’ospedale oppure entro 24 ore dall’accesso in struttura.
Su 4.963 casi che soddisfacevano la definizione di morte improvvisa, l’analisi ha mostrato che l’esposizione a qualsiasi vaccino anti-Covid non è associata a un aumento della probabilità di decesso. Non solo: i dati suggeriscono un rischio inferiore tra i vaccinati, un risultato che si mantiene coerente in diverse sottopopolazioni, tra cui i soggetti vaccinati nelle sei settimane precedenti al decesso, quelli con meno di 40 anni, i pazienti deceduti in ospedale o in pronto soccorso e anche dopo l’esclusione dei decessi correlati all’uso di oppioidi.
Lo studio evidenzia inoltre l’assenza di differenze significative tra prima, seconda e terza dose di vaccino, un elemento che rafforza la coerenza del dato osservato lungo l’intero ciclo vaccinale. Gli autori ricordano comunque che i vaccini anti-Covid possono essere associati a eventi avversi rari ma gravi, come la miocardite o la trombocitopenia trombotica immunitaria, ma sottolineano che le preoccupazioni circa un possibile aumento della mortalità nei giovani adulti sani non sono supportate da evidenze robuste.
Nelle conclusioni, i ricercatori affermano che i risultati «non supportano l’ipotesi che i vaccini anti-Covid aumentino il rischio di morte cardiaca improvvisa nei giovani adulti sani». Tra i limiti dello studio viene però segnalata l’impossibilità di confermare con certezza la causa di morte nei casi avvenuti al di fuori dell’ospedale, un elemento che invita a una lettura prudente dei dati pur senza modificarne il significato complessivo.
A commento dei risultati, Claire Anderson, presidente della Royal Pharmaceutical Society, ha dichiarato: «I risultati di questo studio supportano le evidenze esistenti secondo cui i vaccini anti-Covid non aumentano il rischio di morte cardiaca improvvisa nei soggetti più giovani e sani». Anderson ha inoltre sottolineato come «questo tipo di dati di real world sia importante per affrontare le preoccupazioni ancora diffuse sulla sicurezza dei vaccini» ricordando il ruolo del farmacista nel sostenere un’informazione corretta: «I farmacisti svolgono un ruolo chiave nel supportare un dialogo informato con i pazienti, contribuendo a rafforzare la fiducia nella vaccinazione e sostenendo l’erogazione dei programmi vaccinali».