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Dataroom, contro il servizio sulle gliflozine in campo anche Egualia

27 Febbraio 2026

Il servizio sulla spesa farmaceutica del Ssn pubblicato lunedì scorso dal Corriere della Sera propone «analisi parziali e talvolta fuorvianti», con il «rischio che dinamiche che poco hanno a che vedere con l’accesso alle cure possano mettere in discussione la tenuta di un comparto, quello dei farmaci fuori brevetto, essenziale per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale». Sono le parole con cui il presidente di Egualia, Stefano Collatina, commenta in una nota l’articolo di Dataroom del 23 febbraio.

«I dati reali di spesa» osserva Collatina «hanno trend e composizione molto diverse se si guarda la convenzionata e l’ospedaliera», dunque «è fuorviante parlare di spesa “fuori controllo” ignorando che l’invecchiamento della popolazione e l’accesso ai farmaci innovativi costituiscono componenti strutturali e in larga parte incomprimibili della spesa sanitaria. Si tratta di dinamiche che rappresentano un segnale di progresso e di civiltà del sistema, non certo di spreco».

La preoccupazione, quindi, è che «approcci ideologici finiscano per comprimere diritti che oggi sono ancora garantiti ai pazienti». «Piuttosto che ipotizzare nuovi tagli lineari dei prezzi o ulteriori riduzioni dei livelli di rimborso» osserva ancora Collatina «una governance responsabile della sanità pubblica dovrebbe concentrarsi su strategie capaci di evitare la progressiva scomparsa di farmaci fondamentali per le terapie croniche e di valorizzare pienamente il ruolo di equivalenti e biosimilari. Questi strumenti sono indispensabili per ampliare la platea dei pazienti che accedono alle cure e, al tempo stesso, per liberare risorse da destinare in modo appropriato anche ai farmaci innovativi, necessariamente più costosi, che rispondono a bisogni terapeutici prima insoddisfatti».

Da anni, conclude la nota, «segnaliamo un duplice rischio: la progressiva uscita dal mercato di molti farmaci essenziali di sintesi chimica e la possibilità che in diverse aree terapeutiche non arrivino nuovi biosimilari nel prossimo futuro. Affrontare il tema della spesa farmaceutica ricorrendo a misure di riduzione lineare dei prezzi o introducendo principi come la sostituibilità automatica dei biosimilari significherebbe indebolire uno dei pochi strumenti realmente in grado di garantire la sostenibilità del sistema».