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Deblistering sotto i riflettori delle Giornate nazionali Assofarm

28 Novembre 2025

Il recente parere del Consiglio di Stato sul deblistering, che ha di fatto rimosso ogni ostacolo all’offerta del servizio da parte delle farmacie, rappresenta «un altro notevole passo avanti verso un farmacista sempre più consulente personale del cittadino e sempre meno semplice dispensatore di confezioni». Lo ha detto il vicepresidente di Assofarm, Andrea Porcaro D’Ambrosio, aprendo il seminario su farmacia dei servizi e ultime novità normative che l’associazione delle farmacie comunali ha organizzato nell’ambito della IX Edizione delle Giornate nazionali delle farmacie comunali, ospitata a Roma il 24 e 25 novembre.

Grande attenzione, nei lavori, alle novità relative al deblistering: secondo Stefano Del Missier, direttore generale di Amf Cinisello Balsamo (Milano), il riconfezionamento personalizzato rappresenta un’opportunità di valore per le farmacie, in particolare se proposto in una modalità Hub&Spoke incentrato sulle Dosi uniche personalizzate (Dup). Alessandro Iadecola, ceo di Remedio Sempli Farma, ha ricordato dal canto suo che si stimano in 8,8 milioni le persone cge assumono almeno cinque farmaci al giorno e di questi il 50% è non aderente. Il deblistering, dunque, configura uno scenario win-win per cittadini e Ssn, assicurando ai primi una migliore efficacia delle cure e al secondo un importante risparmio sulla spesa sanitaria.

Sul noto parere del Consiglio di Stato è invece intervenuta l’avvocato Laura Giordani, che ha analizzato l’intervento della magistratura amministrativa: con questo parere, in sintesi, il deblistering è ora attività consentita dall’ordinamento e liberamente esercitabile dalle farmacie su tutto il territorio nazionale, senza necessità di preventiva autorizzazione a patto che vengano rispettate le Norme di buona preparazione.

Lo scenario che si profila con questo parere così come con il ddl Semplificazioni, approvato soltanto ieri dalla Camera, mostra per le farmacie opportunità che Assofarm con le sue associate vogliono assolutamente cogliere. «Siamo consapevoli delle grandi potenzialità del nostro mondo» ha detto nel suo intervento il presidente, Luca Pieri «non c’è problema per il quale non ci stiamo adoperando. Oggi ci sentiamo molto più forti di altri momenti del passato. La Farmacia comunale del futuro sarà sempre più integrata, sociale, green». «Le Farmacie comunali» ha aggiunto il segretario generale di Assofarm, Francesco Schito «devono credere sempre più in quella mission sociale che le porta a essere presenti nelle aree più isolate, a fianco di quei segmenti sociodemografici più deboli, a sostegno di politiche sanitarie inclusive e solidali».

Nei loro interventi, i presidenti di Federfarma Marco Cossolo e Federfarma Servizi Antonello Mirone hanno invece riconosciuto che furono le Farmacie comunali, nel lontano 2006, a intuire per prime la necessità di rivedere la remunerazione del farmacista, aprendo così a quel lungo dibattito che oggi ha finalmente portato alla farmacia dei servizi. Il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, ha invece ricordato che «il passaggio culturale dalla farmacia dei servizi al farmacista di comunità valorizza il professionista».

Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha infine ricordato che per il Governo «la farmacia dei servizi è uno strumento fondamentale del processo di avvicinamento del farmaco al cittadino. Dopo una lunga fase di sperimentazione, gli esiti decisamente positivi ci hanno spinto a iniziare un percorso di conferma e consolidamento. Tutto questo in un più ampio disegno di riforme strutturali di lungo periodo che comprende certamente anche l’integrazione con le altre professioni sanitarie e il Testo unico della farmaceutica, al quale stiamo lavorando».