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Testo unico farmaceutica, Collatina (Egualia): urgente la revisione dei prezzi

3 Febbraio 2026

Le attese dei produttori di farmaci equivalenti e biosimilari sul Testo unico della farmaceutica che il governo punta a varare entro la fine dell’anno si concentrano su due snodi che toccano da vicino anche la quotidianità delle farmacie: la revisione dei prezzi dei medicinali a basso costo e il superamento delle gare basate esclusivamente sul massimo ribasso, a favore di modelli multi-aggiudicatario. È da qui che partono le considerazioni di Stefano Collatina, presidente di Egualia, intervenuto a un digital talk promosso da Adnkronos sulla riforma della legislazione farmaceutica.

Secondo Collatina, la sostenibilità economica delle produzioni a basso prezzo è oggi il nodo principale da sciogliere. «I costi sono aumentati mentre i prezzi sono rimasti fermi e questo rischia di alimentare il fenomeno delle carenze», ha spiegato. Un quadro che, dal punto di vista dei genericisti, impone un ripensamento dei meccanismi di formazione del prezzo, affinché tengano conto dell’inflazione dei costi produttivi e logistici senza compromettere l’accesso dei pazienti alle cure.

Sul fronte degli approvvigionamenti, il presidente di Egualia ha puntato il dito contro le gare impostate esclusivamente sul massimo ribasso, ritenute poco compatibili con la stabilità delle forniture. «Anche i meccanismi di gara basati solo sul massimo ribasso non favoriscono la pluralità dei fornitori e aggravano le difficoltà di approvvigionamento» ha osservato, indicando nella multi-aggiudicazione uno strumento in grado di garantire maggiore sicurezza al sistema. La presenza di più aziende aggiudicatarie, ha rimarcato, consente una migliore pianificazione produttiva e riduce il rischio di interruzioni, con ricadute positive lungo tutta la filiera, dalla distribuzione fino al banco della farmacia.

Nel suo intervento, Collatina ha anche ricordato il ruolo strutturale dei farmaci equivalenti e biosimilari nel trattamento delle patologie croniche. «Ci aspettiamo un utilizzo sempre più ampio dei farmaci equivalenti e biosimilari: oltre a curare la maggior parte delle patologie croniche, introducono risparmi per il Servizio sanitario e quindi maggiore accessibilità», ha sottolineato, richiamando condizioni diffuse come diabete, ipertensione e ipercolesterolemia. Un contributo che, a suo giudizio, rende questi medicinali «un elemento rilevante delle terapie» e uno strumento essenziale per la tenuta del sistema pubblico.

Un passaggio è stato dedicato anche alla legge di bilancio 2026, valutata positivamente per l’eliminazione del payback sui farmaci distribuiti in farmacia. «È stata accolta favorevolmente perché dà ristoro a un settore con margini sempre più compressi» ha affermato il presidente di Egualia. Resta però aperta la questione dei medicinali equivalenti venduti in ambito ospedaliero, dove il payback continua ad applicarsi. «Una sorta di tassa occulta» ha osservato Collatina «che rende difficile la sostenibilità industriale».

Lo sguardo dei genericisti è quindi rivolto al Testo unico sulla farmaceutica, chiamato a mettere ordine in un quadro normativo frammentato. L’auspicio espresso da Collatina è che «la revisione dei prezzi, con attenzione all’accesso e alla sostenibilità dei prodotti a basso costo, diventi un punto centrale del Testo unico». Per il settore, si tratterebbe di un passaggio decisivo per coniugare accessibilità, continuità delle forniture e tenuta industriale.