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Dal Ministero un tavolo sugli integratori, obiettivo sicurezza e trasparenza

14 Gennaio 2026

Giro di vite in arrivo sugli integratori? È l’ipotesi adombrata da un articolo pubblicato ieri dal quotidiano la Repubblica, che anticipa temi e programma del tavolo di lavoro annunciato nei giorni scorsi dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. Secondo quanto ricostruisce la testata, l’iniziativa nasce dalla volontà di creare «un luogo di confronto tra istituzioni, comunità scientifica, operatori e consumatori, per monitorare il mercato, rafforzare sicurezza e trasparenza e garantire un’applicazione uniforme delle regole». Nelle premesse dell’atto istitutivo, osserva la Repubblica citando fonti ministeriali, il comparto degli integratori viene definito «un settore in costante crescita ed evoluzione», che richiede strumenti di governance più strutturati. A guidare il tavolo sarà Ugo Della Marta, direttore generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, affiancato da esperti indicati da Ministero, Regioni, Istituto superiore di sanità e associazioni di categoria.

Il quotidiano dedica ampio spazio anche ai numeri del mercato. Il giro d’affari, scrive la Repubblica, si aggira intorno ai cinque miliardi di euro l’anno, con circa quattro miliardi generati dagli acquisti in farmacia e un altro miliardo dall’online. Le confezioni vendute sarebbero circa 200 milioni, con una domanda trainata soprattutto dai prodotti per l’apparato digerente, seguiti da vitamine, minerali, tonici e stimolanti e, a distanza, dagli integratori per l’apparato respiratorio. Insieme, queste tre categorie rappresenterebbero il 65% dei volumi complessivi.

Uno dei nodi centrali riguarda l’accesso al mercato. Come spiega Della Marta nell’articolo, «non c’è bisogno di alcuna autorizzazione», perché gli integratori «sono da considerare alimenti a tutti gli effetti» e la responsabilità dell’immissione in commercio ricade sul produttore. In Italia è prevista una notifica al ministero al momento del lancio, con la trasmissione di etichetta e ingredienti, ma «basta così», senza controlli preventivi sul prodotto finito. Un quadro che, secondo le fonti citate dal quotidiano, giustifica l’esigenza di rafforzare la vigilanza sugli stabilimenti e sulle condizioni di produzione, per intercettare realtà meno strutturate e alzare il livello qualitativo complessivo.

Altro capitolo riguarda l’informazione al consumatore. «Deve essere consapevole che non si tratta di farmaci ma di prodotti che supportano situazioni particolari», ricorda Della Marta, sottolineando che «è una dieta equilibrata a garantire la corretta alimentazione e la buona salute». Da qui l’attenzione ai dosaggi e alle avvertenze: «È la dose che fa il tossico», osserva il dirigente, richiamando la necessità di rispettare quanto indicato in etichetta, specie per i prodotti a base di erbe.

La Repubblica segnala infine che il tavolo non avrebbe l’obiettivo di introdurre l’obbligo di ricetta. «Niente prescrizione, nella loro natura c’è proprio il fatto di essere alimenti», chiarisce il coordinatore, pur riconoscendo che «ormai sono tantissimi i medici che li usano e li indicano ai pazienti». Un confine che il ministero intende presidiare con maggiore rigore, soprattutto sui dosaggi: «Ci sono prodotti che sotto una certa soglia sono integratori, sopra diventano farmaci», dalla melatonina ad alcune vitamine e minerali. È su questo crinale, conclude il quotidiano, che si giocherà il lavoro del tavolo e l’eventuale stretta regolatoria annunciata dal sottosegretario.