Differenze di prezzo che, sullo stesso prodotto, arrivano fino a oltre il triplo tra un sito e l’altro, con scarti superiori ai 35 euro per singolo acquisto. È uno dei dati che emergono dall’indagine condotta da Altroconsumo sulle principali farmacie online italiane, che ha confrontato prezzi, spese di spedizione e convenienza complessiva degli e-commerce autorizzati alla vendita di farmaci senza obbligo di prescrizione.
L’analisi ha preso in esame 25 piattaforme italiane di farmacia e parafarmacia online e ha confrontato i prezzi di cento prodotti tra integratori, cosmetici, dispositivi medici e medicinali Sop e Otc. L’obiettivo, spiega l’associazione dei consumatori, era verificare quanto possa incidere la scelta del sito sul costo finale sostenuto dal cliente e quanto pesino, oltre ai listini, anche le politiche relative alle consegne.
Secondo l’indagine, le differenze più marcate riguardano soprattutto integratori alimentari, creme cosmetiche e prodotti per la cura della persona. In questi segmenti, osserva Altroconsumo, «gli stessi cosmetici o integratori costano il doppio nelle farmacie più care rispetto a quelle più economiche», con casi nei quali la forbice supera il 200% e arriva fino al 263%. Più contenute, ma comunque rilevanti, le variazioni registrate sui farmaci da banco.
Per effettuare la comparazione, Altroconsumo ha elaborato un indice di convenienza basato sui prezzi rilevati nei diversi e-commerce. La rilevazione ha considerato anche le soglie minime per ottenere la spedizione gratuita, aspetto che in diversi casi modifica sensibilmente il costo finale dell’ordine.
L’indagine evidenzia che gli e-commerce più convenienti tendono a mantenere differenziali particolarmente favorevoli soprattutto sugli integratori e sui cosmetici di fascia medio-alta, cioè le categorie dove il prezzo iniziale del prodotto consente margini di sconto più ampi. In alcuni casi il risparmio supera i 30 euro sul singolo articolo. Nei siti collocati nella fascia meno conveniente, invece, gli stessi prodotti arrivano ad avere prezzi superiori anche di due o tre volte rispetto ai concorrenti più economici.
Per quanto riguarda i medicinali senza prescrizione, Altroconsumo rileva uno scenario più uniforme, anche se le differenze restano significative. I siti più competitivi mantengono listini più bassi soprattutto sui prodotti di largo consumo, mentre gli operatori meno convenienti registrano scarti comunque superiori al 100% su alcune referenze. In una precedente indagine sui farmaci online, l’associazione aveva già rilevato variazioni fino al 134% sullo stesso medicinale, ricordando che «da un sito di vendita all’altro i prezzi della stessa confezione di medicinale possono addirittura più che raddoppiare».
Altroconsumo richiama inoltre l’attenzione sulle spese di consegna e sulle soglie per ottenere la gratuità della spedizione, che possono ridurre o annullare il vantaggio economico sui piccoli ordini. Alcuni operatori applicano infatti costi di spedizione che incidono in misura significativa sugli acquisti di importo limitato, mentre altri prevedono soglie più basse per l’azzeramento del contributo logistico.
L’associazione ricorda infine che la vendita online di medicinali è consentita soltanto a farmacie e parafarmacie autorizzate e dotate del bollino identificativo del ministero della Salute. Possono essere commercializzati via web esclusivamente i farmaci senza obbligo di prescrizione, mentre restano esclusi i medicinali soggetti a ricetta.