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Farmaco registrato 2025: da Pharma Data Factory la misura delle distanze regionali

20 Gennaio 2026

Lo spostamento nel circuito della convenzionata di gliptine prima e gliflozine dopo non sembra al momento avere impartito significativi mutamenti negli equilibri di spesa delle Regioni che storicamente puntano di più sulla distribuzione diretta/dpc. Questa almeno è la riflessione cui invitano i dati diffusi ieri da Pharma Data Factory riguardo ai consumi totalizzati nel 2025 dal farmaco registrato, ossia classe A, A con nota, C e Sop-Otc.

 

 

Sommati consumo pubblico (Ssn) e privato, dicono i dati, la Lombardia è la regione italiana dove la spesa è più alta: 360,4 euro procapite, ossia l’11% in più della media nazionale, pari a 323,8 euro. Conoscendo la propensione alla spesa privata delle famiglie lombarde, si sarebbe tentati di concludere che il primato è merito soprattutto del cosiddetto “out of pocket” (ossia l’acquisto di farmaci al di fuori del regime rimborsato) ma le rilevazioni di Pharma Data Factory smentiscono il luogo comune: la spesa privata in Lombardia si ferma a 151,9 euro procapite, ossia soltanto il 5% in più della media nazionale (144,4 euro). In proporzione spendono molto di più i liguri (+21% rispetto al valore Italia), i valdostani (+14%) e i laziali (+11%).

Dov’è allora che la Lombardia fa la differenza? Al contrario di quanto si supporrebbe, proprio nella spesa farmaceutica pubblica: in questo caso, infatti, la Regione spende 208,5 euro per assistito, ossia il 16% in più rispetto alla media nazionale (179,4 euro). Rispetto a lei fa meglio soltanto Basilicata (+22%) e Campania (+17%), ma ciò che più colpisce sono le medie delle Regioni che più insistono sulla diretta: in Emilia Romagna, la spesa convenzionata procapite (esclusa ovviamente la dpc) si ferma a 138,8 euro, ossia il 23% in meno rispetto alla media Italia. Segue (guardando la classifica dal fondo) la Toscana con 142,5 euro procapite (-21%) e quindi il Veneto con 143,4 euro (-20%).