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Assistenza farmaceutica, Crea Sanità: per un lombardo su tre accessibilità migliorata

2 Luglio 2026

Quasi un cittadino lombardo su tre ritiene che negli ultimi anni sia migliorata la facilità di accesso ai farmaci garantita dal servizio sanitario regionale. È uno dei dati provenienti dalla XIV edizione del rapporto “Livelli di tutela della Salute: le Performance Regionali”, presentato ieri a Roma dal Crea Sanità dell’Università di Roma Tor Vergata. Secondo l’indagine, il 33,1% dei lombardi dichiara di avere percepito un miglioramento nella reperibilità dei medicinali, una quota superiore alla media nazionale del 30% e tra le più elevate del Paese, a conferma di come proprio l’assistenza farmaceutica rappresenti uno degli ambiti nei quali i cittadini colgono con maggiore evidenza i progressi compiuti dal Servizio sanitario regionale.

Lo studio del Crea, giunto alla quattordicesima edizione, misura le opportunità di tutela della salute offerte dalle diverse Regioni attraverso un approccio multidimensionale, che non si limita ai soli indicatori sanitari ma considera anche aspetti economici, sociali e organizzativi. L’indice sintetico di Performance viene costruito prendendo in esame sei dimensioni – appropriatezza, sostenibilità economico-finanziaria, equità, esiti, innovazione e integrazione sociale – e incorpora le valutazioni di un Expert Panel composto da 114 rappresentanti di istituzioni, professioni sanitarie, management delle aziende sanitarie, associazioni di cittadini e industria delle life sciences. Tra le novità dell’edizione 2026 figura anche una survey nazionale sulla percezione dei cittadini riguardo all’evoluzione dei servizi sanitari regionali.

Proprio questa indagine ha consentito di misurare non soltanto il livello di soddisfazione, ma anche la percezione dei miglioramenti intervenuti nei diversi comparti dell’assistenza. A livello generale, la quota di cittadini che ritiene migliorati i servizi del Servizio sanitario nazionale varia dall’8,6% al 25,9% a seconda della Regione. Ai primi posti si collocano Abruzzo e Molise (25,9%), seguiti da Lombardia (22,9%), Veneto (22,7%) e Umbria (22,6%), tutte realtà nelle quali oltre un quinto della popolazione dichiara di avere osservato un’evoluzione positiva dei servizi sanitari. Gli autori sottolineano tuttavia che nelle Regioni tradizionalmente più performanti è fisiologicamente più difficile far percepire ulteriori miglioramenti ai cittadini, perché i livelli di partenza sono già elevati.

L’analisi entra poi nel dettaglio delle singole aree assistenziali, dalle prestazioni ospedaliere all’assistenza domiciliare, fino alla disponibilità dei farmaci. È proprio quest’ultimo indicatore a registrare i risultati migliori. In Italia il 30% degli intervistati afferma che l’accessibilità ai medicinali è migliorata negli ultimi anni, una percentuale nettamente superiore a quella rilevata per pronto soccorso (18,6%), ricoveri programmati (17,4%), prestazioni ambulatoriali (18,4%), assistenza domiciliare (14,6%) o servizi per la non autosufficienza (16,8%). Solo la prevenzione (23,5%) e il rapporto con medici di medicina generale e continuità assistenziale (20,1%) si avvicinano a questi livelli, pur rimanendo distanti.

Per quanto riguarda le Regioni, la Lombardia si colloca tra quelle con le performance migliori anche in questo specifico indicatore: il 33,1% dei cittadini dichiara di avere riscontrato una maggiore facilità nel reperire i farmaci, contro il 30% della media italiana. Valori ancora più elevati si registrano nelle Marche (40,5%), che guidano la graduatoria nazionale, seguite da Friuli Venezia Giulia (36,4%), Abruzzo e Molise (35%), Umbria (34,6%) e Lazio (34%). Veneto (32,6%), Calabria (32,6%) e Liguria (32,4%) completano il gruppo delle Regioni sopra il 32%. All’estremo opposto si trovano invece le Province autonome di Bolzano e Trento, entrambe al 16,7%, seguite dalla Sardegna (22%) e dall’Emilia-Romagna (21,4%).

Secondo gli autori del rapporto, il dato conferma come l’assistenza farmaceutica sia oggi uno dei segmenti più maturi e organizzativamente solidi del Servizio sanitario. A differenza dei servizi territoriali – assistenza domiciliare, residenze e presa in carico della non autosufficienza – che continuano a registrare livelli di soddisfazione e di miglioramento percepito più contenuti, l’accesso ai farmaci rappresenta uno degli ambiti nei quali gli investimenti e le innovazioni organizzative risultano maggiormente visibili agli occhi dei cittadini. Non a caso il rapporto conclude che proprio i servizi più consolidati, come l’assistenza farmaceutica, l’emergenza-urgenza e, in parte, la prevenzione, sono quelli che riescono a trasformare con maggiore efficacia i progressi organizzativi in benefici concretamente percepiti dalla popolazione.