In Alto Adige la farmacia dei servizi continua a segnare il passo. Mentre le vaccinazioni contro influenza e Covid procedono regolarmente, le altre prestazioni sanitarie che in diverse Regioni sono ormai entrate nell’offerta delle farmacie convenzionate restano escluse dall’assistenza pubblica. È quanto emerge da un servizio trasmesso ieri dal Tgr Bolzano, che ha raccolto le valutazioni di Matteo Paolo Bonvicini, presidente di Federfarma provinciale. «Dateci spazio, possiamo fare di più» è l’appello rivolto dalla categoria alle istituzioni locali.
Il ritardo riguarda innanzitutto l’ampliamento dell’offerta vaccinale. In provincia di Bolzano, infatti, le farmacie possono somministrare i vaccini antinfluenzali e anti Covid, ma non altre vaccinazioni già previste nell’attività delle farmacie di altri territori. E questo nonostante, riferisce il servizio della Rai, i farmacisti altoatesini si dichiarino pronti da tempo ad assumere nuove responsabilità nella prevenzione.
Ancora più evidente il divario sul versante della diagnostica di prima istanza. Elettrocardiogrammi, esami del sangue e altre prestazioni sono già disponibili in diverse farmacie della provincia, ma esclusivamente a pagamento, a carico dei cittadini. Manca dunque il passaggio che consentirebbe di integrare queste attività nell’offerta del servizio sanitario pubblico, secondo il modello della farmacia dei servizi che si sta consolidando nel resto del Paese.
Il risultato è una situazione nella quale le farmacie altoatesine dispongono delle competenze e, almeno in parte, delle attrezzature necessarie per ampliare l’assistenza di prossimità, ma non possono ancora mettere queste risorse a disposizione del sistema sanitario provinciale attraverso percorsi convenzionati. Una differenza che pesa soprattutto sull’accessibilità delle prestazioni, perché lascia ai cittadini l’onere economico degli esami effettuati in farmacia.
La prospettiva sulla quale Federfarma Bolzano ripone ora le proprie aspettative, confida Bonvicini, è il nuovo Piano sanitario provinciale 2027-2030, attualmente al centro del confronto tra istituzioni e rappresentanze del settore. È in questa sede che la categoria auspica di ottenere un riconoscimento più ampio del ruolo delle farmacie nella rete territoriale, superando una situazione che vede la provincia autonoma in ritardo rispetto alle esperienze già avviate in altre parti d’Italia.