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Germania, farmacie preoccupate per aumento sconto fisso di 30 centesimi

17 Aprile 2026

Duecento milioni di euro di risparmi per le casse malattia ma un nuovo prelievo a carico delle farmacie tedesche. È uno dei passaggi più discussi della bozza di legge con cui il governo federale punta a frenare la crescita dei costi della Gkv (l’assicurazione sanitaria obbligatoria). Annunciato nei giorni scorsi a Berlino, il provvedimento prevede l’aumento da 1,77 a 2,07 euro dello “sconto farmacia” che gli esercizi devono riconoscere alle Krankenkassen per ogni confezione di farmaco con obbligo di prescrizione rimborsata dal sistema pubblico.

Per il lettore italiano vale la pena ricordare il meccanismo: in Germania il prezzo dei medicinali rimborsati è regolato a livello nazionale e la farmacia, al momento della dispensazione, viene remunerata con una quota fissa più una componente variabile. Su ogni confezione, però, è tenuta a versare alle casse mutua un contributo obbligatorio, il cosiddetto Kassenabschlag, per cui una parte del corrispettivo spettante alla farmacia viene trattenuta dalle assicurazioni sanitarie. È questo importo che il ministero federale della Salute (Bmg, Bundesgesundheitsministerium) intende innalzare di 30 centesimi per ricetta.

La misura scatterebbe con l’entrata in vigore della legge e, aspetto che preoccupa la categoria, non è temporanea e quindi non è prevista una data di scadenza. Secondo i calcoli contenuti nella bozza, l’inasprimento dello sconto garantirebbe alla Gkv circa 200 milioni di euro di minori uscite. Per le farmacie, invece, significherebbe un’ulteriore compressione dei margini in un contesto già segnato da aumento dei costi energetici, salari e spese di gestione.

Ad aumentare le preoccupazioni c’è il fatto che nel testo non compare il contestuale aumento del “fixum”, ossia la quota fissa riconosciuta alle farmacie per ogni ricetta evasa. Da tempo il comparto chiede un adeguamento dell’onorario professionale per compensare inflazione e maggiori oneri operativi. Ma la revisione del compenso richiede anche una modifica dell’Ordinanza sui prezzi dei medicinali (Arzneimittelpreisverordnung), competenza condivisa tra ministero della Salute e ministero dell’Economia. In altre parole: il governo interviene subito sul prelievo a favore delle casse, mentre resta ancora da vedere se e quando arriverà il promesso riequilibrio sul fronte dei ricavi delle farmacie.

La bozza contiene inoltre altre misure di contenimento della spesa. Per gli assistiti aumenterebbero i ticket: resterebbe la quota del 10% del prezzo del farmaco, ma con un minimo di 7,50 euro e un massimo di 15 euro. Rimane il tetto annuale pari al 2% del reddito lordo familiare (1% per i cronici). Secondo l’esecutivo, l’inasprimento delle compartecipazioni dovrebbe alleggerire i conti delle casse di 1,9 miliardi nel 2027 e di 2,2 miliardi nel 2030.

Durissima la reazione delle rappresentanze professionali. La Freie Apothekerschaft (Libera Associazione dei Farmacisti) parla di «sgomento assoluto» e accusa il governo di aver tradito le promesse di rafforzamento delle farmacie di prossimità. Secondo l’associazione, l’aumento dello sconto obbligatorio è «un volo cieco economico» che sottrae liquidità alle imprese proprio mentre l’inflazione resta elevata e il costo del personale continua a crescere. Critiche anche all’aumento dei ticket, perché scaricherebbe sulle farmacie il ruolo di esattori non retribuiti delle casse malattia, con relativi rischi amministrativi e finanziari.