La stabilità politica come fattore di competitività in uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche, protezionismo e trasformazioni tecnologiche. È uno dei messaggi lanciati ieri dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’assemblea generale di Assolombarda, che ha riunito al Teatro Dal Verme di Milano i rappresentanti dell’industria e delle istituzioni. Un appuntamento dedicato alle prospettive di crescita dell’economia italiana e, in particolare, al ruolo della Lombardia come motore manifatturiero e polo dell’innovazione, con un’attenzione specifica all’intelligenza artificiale e alle sue applicazioni industriali.
Intervenendo davanti agli imprenditori, Meloni ha rivendicato il valore della continuità dell’azione di governo in una fase nella quale l’incertezza internazionale rende più difficili le decisioni di investimento. Al centro del suo intervento, le condizioni necessarie per rafforzare la competitività del sistema produttivo: stabilità, semplificazione, disponibilità di energia a costi sostenibili e sostegno all’innovazione. «Il Governo ci sarà quando serve e vi lascerà lavorare, perché alle volte il migliore aiuto a chi produce è non mettersi di traverso», ha assicurato la premier.
Tra le novità annunciate, una misura fiscale destinata a favorire la digitalizzazione delle imprese. «Con il ministro Giorgetti stiamo lavorando per introdurre nella legge di bilancio una misura di carattere fiscale per agevolare gli investimenti» in software utilizzati attraverso contratti cloud, ha spiegato Meloni. L’obiettivo è ampliare gli strumenti di sostegno all’innovazione, tenendo conto di modalità di acquisizione delle tecnologie sempre più diffuse tra le aziende, soprattutto nell’ambito dell’intelligenza artificiale.
Sul tema della competitività è intervenuto anche il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che ha richiamato soprattutto la necessità di ridurre il divario nei costi energetici rispetto ai concorrenti internazionali. Per Orsini, la politica energetica deve superare le contrapposizioni ideologiche e puntare su un mix equilibrato di fonti, comprendente rinnovabili, gas e nucleare. Quest’ultimo rappresenta una prospettiva di medio-lungo periodo, mentre nell’immediato occorrono interventi capaci di alleggerire i costi sostenuti dalle imprese.
Il presidente di Confindustria ha inoltre ribadito la richiesta di sospendere il sistema europeo Ets, il meccanismo di scambio delle quote di emissione di anidride carbonica, che a suo giudizio penalizza settori manifatturieri particolarmente energivori, come carta, vetro e ceramica. Una questione che Orsini intende continuare a porre all’attenzione delle istituzioni europee, insieme alla necessità di un mercato dell’energia maggiormente integrato.
Il tema della crescita è stato invece al centro della relazione di Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, che ha scelto per l’assemblea il titolo Rising Industry. Secondo Biffi, il previsto incremento del Pil italiano di poco superiore all’1% nel 2026, pur migliore delle attese, rimane insufficiente rispetto ai ritmi delle principali economie concorrenti. «Non possiamo abituarci», ha avvertito, indicando nella produttività la condizione necessaria per sostenere investimenti, occupazione e salari.
Proprio la Lombardia, secondo il presidente di Assolombarda, dispone di alcune delle condizioni più favorevoli per accelerare. Il quadrilatero produttivo formato da Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia concentra competenze manifatturiere, università, centri di ricerca, startup, infrastrutture digitali e servizi avanzati alle imprese. Un ecosistema che può trovare nuove opportunità soprattutto nella cosiddetta physical AI, l’intelligenza artificiale applicata a robotica, automazione, meccatronica e processi produttivi. «Vogliamo fare del nostro Quadrilatero la fabbrica dell’AI, un punto di riferimento sulla scena internazionale, al pari della Silicon Valley», ha dichiarato Biffi.
I primi segnali arrivano dai numeri. Secondo un’indagine realizzata da Assolombarda con il Politecnico di Milano su 700 aziende del territorio, il 49% delle imprese ha già avviato progetti di intelligenza artificiale e un ulteriore 18% prevede di farlo a breve. Alla fine del 2024 la quota era inferiore al 20%. La diffusione resta tuttavia disomogenea: si passa dal 40% delle microimprese al 79% delle grandi aziende, mentre le startup innovative raggiungono il 77%. Anche la produttività presenta forti differenze: nel 2025 è cresciuta del 5,6% tra le imprese associate, ma soltanto dell’1,3% tra le micro, piccole e medie imprese industriali.
Tra le iniziative illustrate da Biffi figura il progetto forgIA, avviato lo scorso anno per favorire la condivisione sicura dei dati industriali e lo sviluppo di applicazioni di intelligenza artificiale. Coinvolge già 20 imprese e ha individuato oltre 60 possibili casi d’uso. Assolombarda ha inoltre presentato proposte per la costituzione di Zone di innovazione e sviluppo a Milano, dedicate all’intelligenza artificiale e alle life sciences, e sta lavorando a un’analoga iniziativa per la microelettronica a Pavia. Settori nei quali la concentrazione lombarda di ricerca, industria e competenze specialistiche rappresenta un vantaggio competitivo.
L’assemblea ha anche segnato un passo avanti nella candidatura di Milano a ospitare una struttura delle Nazioni Unite dedicata alla governance dell’intelligenza artificiale, attraverso un manifesto sottoscritto da Assolombarda, American Chamber of Commerce in Italy e Confcommercio Milano. Sul versante internazionale, Biffi ha ricordato le iniziative avviate negli Stati Uniti, in Canada, nei Paesi del Mercosur e negli Emirati Arabi Uniti, tra cui un accordo con Core42, società specializzata nelle infrastrutture per l’AI. L’obiettivo è rafforzare la presenza delle imprese lombarde nelle filiere tecnologiche e industriali globali.
Un programma che, nelle intenzioni di Assolombarda, richiede anche una diversa organizzazione del territorio metropolitano, capace di affrontare in modo coordinato i problemi delle infrastrutture, della mobilità, delle competenze e dell’accesso alla casa per i lavoratori. Questioni sulle quali si è concentrato anche il confronto con il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente della Regione Attilio Fontana. Sullo sfondo, la convinzione che il patrimonio industriale lombardo, comprese le filiere ad alto contenuto scientifico e tecnologico come quelle della salute, possa costituire una delle principali leve per rilanciare la crescita nazionale.