La Lombardia concentra oltre il 50% delle sperimentazioni cliniche sui farmaci condotte in Italia e si conferma il principale ecosistema nazionale della ricerca biomedica e oncologica. È uno dei dati richiamati ieri dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso durante il convegno promosso da Fondazione AIRC a Palazzo Lombardia, “Verso un patto per la ricerca. Costruire insieme il futuro della ricerca oncologica”, appuntamento che ha riunito istituzioni, comunità scientifica e rappresentanti del sistema sanitario per discutere di una strategia condivisa e di lungo periodo sul sostegno alla ricerca oncologica.
Dal 1965 Airc sostiene la ricerca indipendente sul cancro attraverso un modello di finanziamento basato su valutazione meritocratica e revisione scientifica. In sessant’anni l’associazione ha investito oltre 2,7 miliardi di euro, diventando il principale ente privato di finanziamento della ricerca oncologica indipendente nel Paese. Per il 2026 sono stati destinati 142 milioni di euro a 780 progetti e borse di studio, con il coinvolgimento di quasi 5mila ricercatori attivi in circa cento istituzioni italiane.
Nel suo intervento il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha parlato della necessità di rafforzare l’alleanza tra ricerca, sanità e istituzioni. «Il Patto promosso da Airc rappresenta una visione che Regione Lombardia condivide pienamente: costruire un’alleanza stabile e concreta tra ricerca, sanità, istituzioni, università, Irccs, fondazioni, imprese e società civile per accelerare il trasferimento dell’innovazione ai pazienti e rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e qualità delle cure». Fontana ha ricordato che la Lombardia è il principale destinatario dei finanziamenti Airc, grazie a un ecosistema che comprende Irccs pubblici e privati, università, fondazioni e imprese del life science. Tra gli esempi citati anche l’Istituto di oncologia molecolare, definito «uno degli esempi più significativi di questo modello virtuoso».
L’assessore Bertolaso ha invece insistito sul peso della ricerca clinica nel sistema sanitario regionale e sul suo impatto economico. «Secondo i dati Aifa la regione ospita oltre il 50% delle sperimentazioni cliniche sui farmaci condotte in Italia, confermandosi il principale ecosistema nazionale della ricerca biomedica e oncologica». Un’attività che, ha aggiunto, genera a livello nazionale «quasi 2 miliardi di euro di valore aggiunto e circa 17mila posti di lavoro».
Nel corso dell’incontro Bertolaso ha richiamato anche gli investimenti regionali destinati alla ricerca biomedica. La Lombardia ha stanziato 20 milioni di euro del Fondo sanitario regionale, ai quali si aggiungono 15 progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza per circa 14 milioni complessivi e altri 10 progetti finanziati dal ministero della Salute attraverso il bando Ricerca finalizzata 2024. «Finanziare la ricerca è fondamentale, ma altrettanto importante è governarne gli indirizzi attraverso una programmazione sanitaria capace di leggere i bisogni del sistema» ha osservato l’assessore, ribadendo il ruolo della Direzione generale Welfare e della Fondazione regionale per la ricerca biomedica nel coordinamento dei programmi finanziati.
Il convegno è stato anche l’occasione per Airc di rivendicare il proprio ruolo di “Fondazione Paese”, espressione utilizzata dal presidente Andrea Sironi per sottolineare il rapporto costruito negli anni con cittadini, volontari e donatori. «Il coraggio dei padri fondatori che abbiamo ricordato oggi ha reso possibile la costruzione di una realtà solida e credibile capace di porsi come “Fondazione Paese”» ha dichiarato Sironi. «Un ruolo che si fonda su un elemento essenziale: la fiducia dei cittadini». A confermarlo, secondo il presidente Airc, sono anche i dati del “5 per 1000”: oltre 1,8 milioni di scelte a favore della fondazione, con un contributo superiore agli 82 milioni di euro. «Sono numeri che vanno ben oltre il valore economico, rappresentano l’espressione di una vera alleanza tra ricerca e società».