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Enpaf, approvato il bilancio 2025: avanzo poco sotto i 220 milioni di euro

23 Aprile 2026

L’Enpaf archivia il 2025 con un avanzo di esercizio di circa 218 milioni di euro e un attivo complessivo salito a 3,78 miliardi, in crescita rispetto ai 3,57 miliardi del 2024. Numeri che fotografano una gestione ancora solida, sostenuta anche da proventi finanziari netti superiori a 160 milioni e da un saldo previdenziale che resta positivo, nonostante i primi segnali di cambiamento nel rapporto tra contributi incassati e prestazioni erogate.

Il quadro emerge dal Bilancio d’esercizio 2025 approvato dal Consiglio nazionale dell’Ente, che insieme ai conti ha dato il via libera anche a una serie di interventi in materia previdenziale e assistenziale. Per la cassa dei farmacisti si tratta di un passaggio rilevante: accanto alla conferma della robustezza patrimoniale, infatti, prende forma una fase di revisione del sistema, legata all’evoluzione demografica della categoria e alle trasformazioni del lavoro professionale.

Sul versante patrimoniale, il comunicato evidenzia passività contenute e in netta diminuzione rispetto all’esercizio precedente. Un dato che rafforza la capacità di copertura dell’Ente e la sostenibilità di lungo periodo delle sue scelte. Anche la gestione corrente mantiene margini positivi: la contribuzione complessiva si attesta intorno ai 304 milioni di euro, mentre la spesa pensionistica supera i 200 milioni. Il differenziale resta quindi oltre i 100 milioni, pur mostrando una progressiva riduzione.

È proprio su questo punto che si concentra l’attenzione del vertice dell’Ente. Per la prima volta nel 2025, segnala l’Enpaf, le prestazioni pensionistiche hanno superato la contribuzione soggettiva, segnale di un riequilibrio strutturale destinato a incidere sulle future politiche previdenziali. Una dinamica che riflette sia l’invecchiamento della platea iscritta sia l’incertezza sui nuovi ingressi nella professione.

Parallelamente all’approvazione del bilancio, il Consiglio nazionale ha adottato modifiche ai regolamenti di previdenza e assistenza con l’obiettivo di rendere il sistema più aderente alla pluralità dei percorsi lavorativi dei farmacisti. Le misure, spiega l’Ente, introducono maggiore inclusione e più flessibilità contributiva, in risposta a carriere sempre meno lineari e a modelli occupazionali in rapido cambiamento.

«Il 2025 conferma la solidità dell’Enpaf, ma siamo entrati in una fase nuova: non ci possiamo limitare ad amministrare l’esistente, perché dobbiamo governare una transizione demografica e professionale senza precedenti e già in atto», ha dichiarato il presidente Maurizio Pace. «Ci assumiamo oggi la responsabilità di ridisegnare il nostro sistema previdenziale, per continuare a garantire agli iscritti equità, sostenibilità e tutela».

Nel commentare le novità regolamentari, Pace ha indicato anche la direzione culturale della riforma: «È tempo di passare dalla logica dell’obbligo a quella dell’appartenenza: l’Enpaf non è un adempimento, ma uno strumento di tutela solidaristica». Un messaggio che accompagna l’avvio di ulteriori misure allo studio, alcune delle quali già oggetto di confronto con i ministeri competenti.