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Tamponi nasali, il Consiglio di Stato: farmacisti tra il personale abilitato all’uso

31 Marzo 2021

Il farmacista va ricompreso tra il personale abilitato all’uso dei tamponi rapidi nasali per covid, considerato l’interesse prevalente a un più ampio screening della popolazione diretto al contenimento del contagio. E’ quanto sancisce l’ordinanza del Consiglio di Stato che accoglie soltanto in parte la richiesta di sospensiva ripresentata in appello dall’Ordine nazionale dei biologi dopo essere stata respinta a febbraio dal Tar Emilia Romagna. Come si ricorderà, nel mirino dell’Albo professionale c’era la delibera regionale del dicembre 2020 che demandava all’assessorato alla Salute la stipula di un’intesa con Federfarma e Assofarm per i tamponi nasali in farmacia.

L’Ordine impugnò quasi subito il provvedimento davanti al Tar, chiedendone la sospensiva cautelare. Ma il 9 febbraio il Tribunale bocciò l’istanza: in una valutazione degli interessi toccati dall’accordo, scrissero i giudici, a prevalere dev’essere la «massima flessibilità e funzionalità organizzativa».

E’ allora seguito l’appello davanti al Consiglio di Stato, ma l’esito è cambiato soltanto in minima parte. I giudici di secondo grado, infatti, hanno accolto le argomentazioni dell’ordine soltanto nella parte della delibera che prescrive l’esecuzione dei tamponi nasali in modalità autotest: tale procedura, osserva il Consiglio di Stato, «può determinare un esito incerto sotto il profilo scientifico, dipendente dall’effettuazione del test da parte di soggetti inesperti». Occorre dunque riservare l’impiego dei tamponi nasali al solo «personale abilitato», nel quale – a una «prima delibazione consentita dalla sede cautelare e ritenuto prevalente l’interesse a un più ampio screening anti-covid della popolazione» – vanno ricompresi i farmacisti.

Viva soddisfazione per la sentenza da Farmacieunite che ieri ha diffuso una nota di commento: «L’ordinanza del Consiglio di Stato afferma che il test deve essere effettuato direttamente da personale abilitato e, accogliendo le tesi proposte dai rappresentanti dei farmacisti, ritiene che il farmacista sia compreso tra il personale abilitato». Prossima tappa, il giudizio di merito del Tar Emilia Romagna.