Dal banco simulato al tirocinio vero. L’università di Pavia prova ad accorciare la distanza tra aula e professione con la “farmacia virtuale”, spazio didattico inaugurato nei giorni scorsi al Dipartimento di Scienze del farmaco e presentato come prima esperienza di questo tipo in Italia. Un ambiente attrezzato che riproduce una farmacia reale e che servirà agli studenti dei corsi di Farmacia e Ctf per esercitarsi su situazioni tipiche della quotidianità al banco: dispensazione, gestione delle ricette, counseling al paziente, consigli su integratori e nutraceutici, con l’obiettivo di estendere in futuro le attività anche alla galenica e alla farmaceutica veterinaria.
Per i farmacisti il tema non è secondario. Da anni la professione chiede laureati più pronti ad affrontare non solo l’aspetto scientifico del farmaco, ma anche la relazione con il cittadino, la valutazione dei bisogni, l’appropriatezza del consiglio e i nuovi servizi territoriali. La riforma che ha reso il corso di laurea in Farmacia abilitante, con prova pratico-valutativa finale, ha ulteriormente rafforzato la necessità di una formazione più aderente alla pratica professionale. In questo quadro, la simulazione diventa uno strumento per arrivare al tirocinio con competenze già allenate e minore divario tra teoria e operatività.
La nuova aula sorge nella sede di via Taramelli 12, a Pavia, ed è stata progettata per assomigliare il più possibile a una farmacia aperta al pubblico: ingresso dedicato, insegne, fondali, arredi tematici e anche oggetti storici come i vasi da farmacia donati dall’Ordine professionale, che ha collaborato al progetto. All’interno, però, lo spazio resta pienamente funzionale alla didattica universitaria, con postazioni per gli studenti e strumenti per il lavoro dei docenti. L’investimento complessivo, secondo quanto riportato dalle fonti locali, è stato di circa 30 mila euro, sostenuto dall’ateneo e dal dipartimento.
Al centro del sistema c’è MyDispense, piattaforma sviluppata dall’australiana Monash University, già adottata in numerosi contesti internazionali e “personalizzata” dall’università di Pavia. Il software consente di costruire casi clinico-professionali e scenari di interazione con il paziente nei quali lo studente deve prendere decisioni, verificare prescrizioni, selezionare il prodotto corretto, fornire indicazioni d’uso e motivare le proprie scelte sotto la supervisione del docente. In sostanza, una palestra protetta nella quale l’errore non produce danni ma apprendimento.
La direttrice del Dipartimento di Scienze del farmaco, Simona Collina, ha parlato di «importante innovazione» per una didattica sempre più attiva. Paolo Minzioni, delegato del rettore all’Innovazione e all’intelligenza artificiale, ha invece sottolineato il valore del “diritto all’errore” come leva formativa: poter sbagliare, correggersi e riprovare prima dell’ingresso nel contesto reale.
Presenti ieri all’inaugurazione la presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca, e il presidente di Federfarma Pavia, Enrico Beltramelli. «Ben vengano iniziative come quella di Pavia» commenta a FPress la presidente Racca «con il bisogno di ricambio generazionale che si avverte in farmacia, sono sempre benvenuti progetti che preparano i nuovi farmacisti alle attività tipiche della farmacia di comunità». «Per gli studenti è come prepararsi a un simulatore» aggiunge Beltramelli «con questa farmacia virtuale e la piattaforma MyDispense l’Università fa un ulteriore passo avanti nella formazione degli studenti».