«L’enciclica Magnifica Humanitas di papa Leone XIV rappresenta una riflessione di straordinaria attualità sul rapporto tra innovazione, responsabilità e dignità umana. In un tempo attraversato da trasformazioni profonde, il Santo Padre richiama tutti – istituzioni, professioni, imprese e comunità – alla responsabilità di mettere la tecnologia al servizio della persona e non il contrario». È quanto scrive Andrea Mandelli, presidente della Fofi, in una nota diffusa ieri per commentare l’enciclica del Pontefice dedicata alla custodia della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale.
«Il messaggio contenuto nell’enciclica» prosegue Mandelli «assume un significato particolarmente importante per il mondo sanitario e per le professioni della salute. L’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale rappresentano una grande opportunità per migliorare prevenzione, cure e accessibilità ai servizi, ma non potranno mai sostituire il valore della relazione umana, dell’ascolto e della fiducia che sono alla base della cura».
Secondo Mandelli, uno dei passaggi più significativi del documento riguarda proprio il rischio di una società sempre più disintermediata e impersonale, nella quale l’efficienza e l’automazione rischiano di prevalere sulla dignità della persona.
«In questo scenario» osserva il presidente della Fofi «i farmacisti continuano a rappresentare un presidio umano, professionale e sociale di straordinaria importanza. Ogni giorno migliaia di professionisti sono impegnati sul territorio e negli ospedali garantendo non soltanto cure e servizi sanitari, ma anche orientamento, ascolto e supporto, soprattutto nei confronti delle persone più fragili. È una funzione che assume un valore ancora più rilevante in una società caratterizzata dall’indebolimento delle reti familiari e in una fase storica nella quale cresce il bisogno di prossimità e relazioni autentiche».