A pochi giorni dal furto delle 80 fiale di fentanyl dalla farmacia dell’Ospedale Israelitico di Roma, un nuovo episodio riporta sotto i riflettori le vulnerabilità dei depositi farmaceutici della sanità pubblica. Questa volta è accaduto a Novara, dove ignoti hanno sottratto dalla farmacia dell’Asl medicinali per un valore stimato di circa 600mila euro, in gran parte chemioterapici e farmaci biologici ad altissimo costo. Un episodio che rafforza i timori sulla sicurezza delle strutture sanitarie pubbliche e sulla capacità di proteggere medicinali di elevato valore economico e terapeutico.
A riferire la notizia è il Corriere di Novara, secondo cui il colpo risalirebbe a circa due settimane fa ma sarebbe emerso soltanto nelle ultime ore, dopo che all’interno della sede dell’Asl è stato notato un sensibile incremento delle telecamere di videosorveglianza.
Stando alla ricostruzione del quotidiano, i ladri avrebbero forzato la porta dei locali della farmacia aziendale per raggiungere direttamente l’area in cui erano custoditi i medicinali. Il bottino non sarebbe stato scelto casualmente: sarebbero stati sottratti soprattutto farmaci oncologici e superbiologici, alcuni dei quali hanno un valore unitario compreso tra 70mila e 80mila euro.
La natura della refurtiva lascia ipotizzare un’azione pianificata e condotta da persone consapevoli del valore dei prodotti custoditi. Proprio come nel caso del fentanyl rubato a Roma, torna così d’attualità il rischio che medicinali sottratti ai canali ufficiali possano alimentare circuiti illegali, con pesanti conseguenze sia sul piano economico sia su quello della sicurezza sanitaria.
Resta ora da chiarire come sia stato possibile accedere ai locali della farmacia e asportare medicinali per un valore così elevato senza che il furto venisse immediatamente individuato. Le indagini dovranno ricostruire modalità e tempi dell’azione, verificare eventuali falle nei sistemi di controllo e accertare possibili responsabilità. Secondo quanto riferito dal Corriere di Novara, il rafforzamento della videosorveglianza sarebbe stato disposto soltanto dopo il colpo.
Al momento non risultano informazioni su eventuali ripercussioni per i pazienti né sulle misure adottate dall’Asl per sostituire i medicinali rubati. Saranno gli investigatori a chiarire la dinamica del furto e l’eventuale destinazione della refurtiva. Resta il fatto che, nel giro di pochi giorni, due gravi episodi hanno evidenziato come la protezione dei depositi farmaceutici delle strutture pubbliche rappresenti ancora una criticità sulla quale si rendono necessari controlli e misure di sicurezza più efficaci.