La governance della spesa farmaceutica è tornata ieri al centro del dibattito nel corso dell’Assemblea pubblica di Farmindustria. Alle richieste avanzate dal presidente Marcello Cattani, che ha invitato Governo e Aifa a evitare nuovi interventi sui prezzi dei medicinali e a superare il meccanismo del payback, hanno fatto seguito le rassicurazioni delle istituzioni e alcuni chiarimenti sul percorso di revisione del Prontuario farmaceutico nazionale, destinato a entrare in vigore dal 1° gennaio 2027.
A dare il via ai lavori è stato un messaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito la farmaceutica una delle «eccellenze assolute del Made in Italy» e un settore strategico per la salute, la crescita economica e la sicurezza nazionale. Al confronto hanno poi partecipato, tra gli altri, i ministri Antonio Tajani, Orazio Schillaci, Anna Maria Bernini e Adolfo Urso, oltre al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.
Particolare attenzione ha suscitato l’intervento del ministro della Salute Orazio Schillaci, chiamato a fare chiarezza sulle polemiche delle ultime settimane riguardanti l’ipotesi di revisione del prontuario avanzata dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Il ministro ha ribadito che qualsiasi intervento dovrà salvaguardare sia i cittadini sia l’accesso alle cure innovative. «Non voglio che i cittadini paghino di più per avere dei farmaci e non voglio che i cittadini italiani non abbiano accesso ai farmaci», ha affermato, sottolineando la necessità di continuare a garantire ai pazienti la disponibilità di tutte le terapie, comprese quelle più innovative, indipendentemente dal luogo di residenza o dalle condizioni economiche.
Schillaci ha tuttavia richiamato anche il tema della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, evidenziando la necessità di dotarsi di nuovi strumenti e di una visione aggiornata per affrontare l’evoluzione della spesa sanitaria. In questa prospettiva ha proposto un patto tra istituzioni e industria farmaceutica, definendolo il primo passo verso una politica industriale più strutturata per il settore.
Sul calendario della riforma è intervenuto il sottosegretario Marcello Gemmato, ricordando che la legge di Bilancio prevede l’entrata in vigore del nuovo prontuario dal 1° gennaio 2027. Un termine che, ha osservato, consente di svolgere tutte le valutazioni necessarie prima di assumere decisioni definitive. Gemmato ha inoltre sottolineato come la crescita della spesa farmaceutica stia mostrando segnali di rallentamento e che i dati disponibili non descrivano una situazione fuori controllo.
Lo stesso sottosegretario ha delineato le principali direttrici dell’azione governativa nel comparto. Tra queste figurano la tutela dell’accesso ai farmaci, il superamento delle criticità generate dal payback, una migliore valorizzazione dei dati sanitari e il rafforzamento della produzione nazionale di principi attivi. «L’Italia deve riappropriarsi della grande tradizione della chimica farmaceutica di base», ha affermato, ricordando che oggi circa il 70% dei principi attivi utilizzati per produrre farmaci salvavita proviene da India e Cina.
Gemmato ha inoltre richiamato l’esperienza del trasferimento di alcune categorie di medicinali dalla distribuzione diretta alla convenzionata, indicandola come esempio di una diversa organizzazione capace di migliorare l’aderenza terapeutica e, allo stesso tempo, contenere la spesa pubblica. Secondo i dati citati dal sottosegretario, il passaggio delle gliptine e successivamente delle gliflozine avrebbe già prodotto risparmi significativi per il Servizio sanitario nazionale.
Accanto ai temi regolatori, il confronto ha inevitabilmente toccato anche le incertezze del contesto internazionale. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha evidenziato come il sistema produttivo italiano stia reagendo meglio di altri alle tensioni geopolitiche, mentre il vicepremier Antonio Tajani ha definito la farmaceutica uno dei principali punti di forza dell’economia nazionale. Un giudizio condiviso anche da Confindustria, con il delegato Antonio Gozzi che ha ricordato il peso crescente dell’export farmaceutico, ormai stabilmente tra le eccellenze del manifatturiero italiano.