Sarà la Reggia di Monza a ospitare il prossimo fine settimana il 75° Congresso nazionale di storia della farmacia, appuntamento organizzato dall’Accademia italiana di storia della farmacia (Aisf) che quest’anno avrà come tema conduttore “Herbaria. Botanica medica, orti ed erbari”. Per due giornate, sabato 20 e domenica 21 giugno, studiosi italiani e stranieri si confronteranno sulle radici botaniche della professione farmaceutica, ripercorrendo il ruolo che piante medicinali, erbari e orti botanici hanno avuto nello sviluppo delle conoscenze terapeutiche e della pratica farmaceutica.
La sede scelta per il congresso è il Teatro di Corte della Reggia di Monza, luogo particolarmente significativo per il tema dell’edizione 2026. La città brianzola conserva infatti uno stretto legame con la tradizione botanica e con l’Herbarium Rainerianum, la celebre raccolta attribuita all’arciduca Ranieri d’Asburgo, appassionato botanico, che nel corso dell’Ottocento raccolse importanti collezioni naturalistiche confluite nella Villa Reale.
Il programma dei lavori prevede oltre trenta relazioni che spaziano dalla storia della botanica medica alla farmacia napoleonica, dalle antiche farmacopee alle spezierie storiche. Tra gli interventi in apertura figurano le relazioni dedicate alla flora ottomana del XVI secolo, alla “Flora medica del Polesine” del farmacista e botanico Gaetano Grigolato e all’identificazione di un raro erbario custodito dalla Biblioteca storica della farmacia svizzera. Non mancheranno contributi su temi più vicini alla professione contemporanea, come la relazione di Paola Minghetti e Umberto Maria Musazzi dedicata all’evoluzione normativa degli ultimi cinquant’anni nel rapporto tra medicinali industriali e preparazioni galeniche.
Ampio spazio sarà dedicato anche alle spezierie storiche, alle tradizioni terapeutiche locali e alle figure che hanno segnato l’evoluzione della farmacia europea. Tra i temi in programma figurano, tra gli altri, la convenzione tra medici e speziali nella Bologna del 1606, la storia dell’Acqua della Scala detta antipestilenziale, il ruolo della corteccia di china nella lotta alla malaria e la rappresentazione del farmacista nel teatro francese tra Settecento e Ottocento.
La giornata di sabato si concluderà con una visita guidata alla Reggia di Monza, mentre domenica mattina i lavori proseguiranno con una seconda sessione dedicata a ricettari medievali, collezioni storiche, farmacie d’epoca e patrimonio botanico universitario, prima dell’assemblea dei soci e della chiusura del congresso.
L’Accademia ricorda che è ancora possibile iscriversi al congresso attraverso la pagina dedicata sul proprio sito. Una novità di particolare interesse riguarda inoltre la mattinata di domenica 21 giugno, quando sarà possibile partecipare gratuitamente ai lavori in qualità di uditore. L’iniziativa è riservata a chi invierà una manifestazione d’interesse all’indirizzo e-mail congresso.aisf@unife.it.
L’edizione 2026 assume un valore simbolico particolare perché coincide con il 75° Congresso nazionale dell’Aisf, confermando una tradizione che da decenni contribuisce alla valorizzazione del patrimonio storico, scientifico e culturale della farmacia italiana. Gran parte delle relazioni in programma mostrano infatti come la conoscenza delle piante medicinali, degli erbari e delle antiche preparazioni continui a rappresentare una chiave di lettura privilegiata per comprendere l’evoluzione della professione farmaceutica fino ai giorni nostri.