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Privacy, ad Altroconsumo sanzione di 280mila euro dall’Autorità garante

31 Luglio 2026

Il censore delle farmacie censurato dal Garante della privacy. È quanto accaduto ad Altroconsumo Edizioni, alla quale l’Autorità garante per la protezione dei dati personali ha inflitto una sanzione amministrativa di 280mila euro per una serie di violazioni del Regolamento europeo sulla protezione dei dati (Gdpr) nella gestione delle informazioni raccolte attraverso il proprio sito internet. Il provvedimento, che trae origine dal reclamo di un cittadino, impone inoltre alla società di cessare il trattamento dei dati degli utenti che non hanno completato la registrazione e di adeguare le proprie procedure alle disposizioni del Gdpr.

L’istruttoria è partita dalla segnalazione di un utente che lamentava di continuare a ricevere messaggi promozionali via email nonostante avesse già chiesto di non riceverli più. Dagli accertamenti del Garante è emerso che il reclamante non aveva mai completato la procedura per diventare socio di Altroconsumo e che la società non è stata in grado di dimostrare l’esistenza di un valido rapporto contrattuale che giustificasse l’invio delle comunicazioni commerciali.

Secondo l’Autorità, il problema riguardava più in generale le modalità di registrazione al sito. Anche quando gli utenti interrompevano la procedura senza confermare la creazione dell’account, Altroconsumo considerava comunque perfezionato il rapporto e inseriva gli interessati nei flussi di email marketing. Una prassi che, per il Garante, dimostra l’assenza di adeguate misure tecniche e organizzative per prevenire trattamenti illeciti dei dati personali e garantire che l’attivazione di un rapporto contrattuale avvenisse soltanto dopo un’effettiva manifestazione di volontà dell’utente.

Le contestazioni non si limitano però alle attività promozionali. Il provvedimento evidenzia anche la mancata adozzione di procedure efficaci per consentire agli interessati di esercitare i diritti previsti dal Gdpr, come la richiesta di accesso, rettifica o cancellazione dei dati, e il ritardo con cui la società forniva riscontro a tali istanze. Si tratta di un aspetto che il Garante aveva già censurato in un precedente procedimento nei confronti della stessa Altroconsumo Edizioni, circostanza della quale l’Autorità ha tenuto conto nella valutazione complessiva della vicenda.

Oltre alla sanzione economica di 280mila euro, il Garante ha ordinato alla società di interrompere il trattamento dei dati riferiti agli utenti che non hanno confermato la registrazione e di adeguare le proprie modalità operative ai principi del Regolamento europeo, rafforzando le misure di controllo sui processi di acquisizione dei dati e sulla gestione delle richieste degli interessati. Il caso rappresenta un nuovo richiamo all’obbligo, per tutte le organizzazioni che svolgono attività di marketing digitale, di poter dimostrare in ogni momento la liceità del trattamento e l’esistenza di un valido presupposto giuridico per l’utilizzo dei dati personali.