L’Italia è il Paese dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo che nell’ultimo anno ha registrato il maggior numero di casi di morbillo. È il dato più rilevante dell’ultimo rapporto mensile del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), pubblicato il 10 settembre e aggiornato a luglio 2026: nei dodici mesi compresi tra il 1° agosto 2025 e il 31 luglio scorso sono state segnalate complessivamente 2.339 infezioni, 640 delle quali in Italia, pari al 27,4% del totale. Seguono Bulgaria con 502 casi, Romania con 310, Spagna con 243 e Francia con 174.
Il primato italiano va letto anche alla luce della popolazione: con 10,9 casi notificati per milione di abitanti, il nostro Paese presenta infatti un’incidenza più che doppia rispetto alla media Ue/See, pari a 5,1. Peggio fanno Bulgaria (78 casi per milione), Lettonia (26,3) e Romania (16,3); sopra la media anche Estonia, Cipro, Belgio e Lituania. Dei 2.339 casi complessivamente registrati in Europa, 2.012, l’86%, sono stati confermati in laboratorio.
Anche il dato più recente non consente all’Italia di uscire dalle prime posizioni. Nel solo mese di luglio, 29 Paesi hanno trasmesso i propri dati all’Ecdc: 16 non hanno segnalato alcun caso e gli altri 13 ne hanno notificati complessivamente 118. La Bulgaria è al primo posto con 61 infezioni, seguita proprio dall’Italia con 29; molto più distanziate Spagna e Polonia, entrambe con sette casi, e Belgio con quattro. L’Ecdc osserva comunque che il numero complessivo delle segnalazioni è diminuito rispetto al mese precedente, anche se i dati più recenti possono essere modificati da notifiche tardive.
A preoccupare è soprattutto il profilo delle persone colpite. Dei casi registrati nei dodici mesi, 669, il 28,6%, riguardavano bambini con meno di cinque anni, mentre 1.197, oltre la metà del totale, avevano almeno 15 anni. L’incidenza più elevata si registra nei lattanti sotto l’anno, con 59,3 casi per milione, seguiti dai bambini tra uno e quattro anni, con 28,6. Tra i casi per i quali sono noti età e stato vaccinale, il 73,1% non aveva ricevuto alcuna dose di vaccino contro il morbillo; il 15,8% ne aveva ricevuta una e il 9% due o più dosi. Nel periodo preso in esame non sono stati notificati decessi.
Il quadro conferma che, nonostante la forte contrazione rispetto all’ondata del 2024, quando nell’Ue/See erano stati segnalati più di 35mila casi, il virus continua a circolare. Nel 2025 le infezioni erano scese a 7.655, un numero tuttavia ancora quasi doppio rispetto al 2023, con otto decessi. L’Ecdc individua nelle persistenti sacche di popolazione non immunizzata il principale fattore che consente la trasmissione e ribadisce la necessità di raggiungere e mantenere una copertura con due dosi superiore al 95%, recuperando in particolare bambini, adolescenti e adulti che non hanno completato il ciclo vaccinale.