attualita

Gemmato: Testo unico, Case di comunità, l’agenda dell’ultimo tratto di legislatura

5 Settembre 2026

Farmacie chiamate a diventare uno dei pilastri dell’assistenza di prossimità, completamento del Testo unico della legislazione farmaceutica e nuove risorse per il Servizio sanitario nazionale, da tradurre però in maggiore appropriatezza e servizi concretamente accessibili ai cittadini. Sono alcune delle priorità che per l’ultimo tratto della legislatura figurano nell’agenda del governo secondo il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, intervistato da Il Riformista in occasione della manifestazione organizzata il 4 settembre a Bari dal centrodestra per celebrare il record di durata raggiunto dal governo Meloni.

Per il sottosegretario, il primato va letto soprattutto in termini di stabilità politica ed economica, richiamando tra i risultati di questi quattro anni il calo dello spread, la crescita dell’occupazione e del Mezzogiorno e il peso raggiunto dalla filiera farmaceutica italiana, «tra le principali in Europa».

È però guardando ai dossier ancora aperti che l’intervista entra maggiormente nei temi della sanità. Per Gemmato, nell’ultimo anno di legislatura occorre innanzitutto assicurare «continuità» alla crescita del finanziamento pubblico. Il governo, ricorda, ha incrementato in tre anni di 18 miliardi di euro le risorse destinate al Fondo sanitario nazionale e ora deve proseguire sulla stessa strada, facendo però in modo che gli stanziamenti producano risultati tangibili nell’assistenza.

In questo disegno il territorio occupa un posto centrale. Tra gli obiettivi Gemmato indica l’operatività di tutte le Case di comunità e un modello di prossimità capace di mettere in rete i diversi professionisti. In particolare, occorre lavorare per «un’assistenza di prossimità che sfrutti tutti i presidi territoriali, a partire dalle 20.000 farmacie pubbliche e private convenzionate presenti fin nel più piccolo borgo italiano, in sinergia con medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti».

Altro dossier che il sottosegretario considera prioritario è il Testo unico della legislazione farmaceutica, provvedimento al quale sta lavorando da tempo e che, sottolinea, «porterà il mio nome». L’obiettivo è riordinare un apparato normativo stratificatosi nel corso di quasi un secolo: «oltre 800 norme frammentate in più di 100 diversi provvedimenti», alcune delle quali risalgono agli anni Trenta. La semplificazione, spiega Gemmato, è necessaria non soltanto per rendere più moderno il quadro regolatorio, ma anche «per garantire ai cittadini un accesso più rapido alle cure e per difendere una filiera industriale che oggi trascina l’export italiano».

In vista della prossima legge di Bilancio, la priorità resta comunque il rafforzamento del Ssn. Alle Regioni dovranno essere fornite le risorse per ridurre le liste d’attesa, potenziare il personale e la medicina territoriale, accompagnando il maggiore finanziamento con «una maggiore appropriatezza nell’utilizzo delle risorse». Per Gemmato, infatti, «l’obiettivo non è semplicemente spendere di più, ma spendere meglio»: ogni euro investito dovrebbe tradursi «in una prestazione più tempestiva, in una cura più appropriata e in un servizio più vicino al cittadino».

Lo stesso criterio vale per la prevenzione, indicata come investimento strategico perché consente di intervenire prima che le patologie diventino più complesse e onerose per il paziente e per il sistema sanitario. La legge di Bilancio 2026, ricorda il sottosegretario, ha già rafforzato i programmi di prevenzione e diagnosi precoce, ma questa impostazione dovrà diventare strutturale.

Sulle liste d’attesa, Gemmato richiama quindi il nuovo Piano nazionale di governo 2026-2028, fondato su maggiore trasparenza, tracciabilità e confrontabilità dei tempi tra i diversi territori. L’obiettivo è ridurre le differenze regionali e fare in modo che «il diritto alla cura non dipenda dal luogo in cui si vive», responsabilizzando innanzitutto le Regioni sul rispetto degli standard.

Infine il personale, definito «il cuore pulsante del Servizio sanitario nazionale». Assunzioni e aumenti retributivi, secondo Gemmato, non sono sufficienti: occorre intervenire sulle condizioni di lavoro, sulle prospettive professionali, sulla formazione e sulla burocrazia, oltre a programmare in anticipo i fabbisogni. «Non possiamo più permetterci di inseguire le carenze quando si manifestano», conclude il sottosegretario: bisogna invece «programmare oggi i professionisti di cui il nostro sistema avrà bisogno domani».