Condannato a febbraio per aver venduto abusivamente farmaci nel proprio negozio, ribeccato sei mesi dopo a compiere lo stesso reato. E senza troppi sotterfugi: parte dei medicinali, infatti, era esposta in bella vista sul bancone dell’esercizio commerciale. Protagonista della vicenda un barbiere di Rimini, denunciato nei giorni scorsi per la seconda volta dalla Polizia locale con il sequestro di circa 150 confezioni tra pillole e bustine, di marche diverse ma tutte riconducibili a prodotti con effetti analoghi a quelli dei farmaci utilizzati per la disfunzione erettile.
Il nuovo controllo è scattato venerdì 28 agosto, in seguito ad alcune segnalazioni dei residenti, che avevano riferito alla Polizia locale della presunta ripresa delle vendite illecite nell’esercizio. Gli agenti della squadra giudiziaria si sono quindi presentati in abiti civili nel negozio e, alla loro vista, il commerciante ha consegnato spontaneamente i prodotti, senza rendere necessaria una perquisizione.
Una parte delle confezioni, come detto, era esposta nel locale, mentre altre erano conservate in un frigorifero sistemato nel retrobottega. Per il barbiere è scattata una nuova denuncia a piede libero: le contestazioni, secondo quanto riportano le cronache locali, riguardano la vendita di medicinali privi di autorizzazione e, in alcune ricostruzioni, anche l’esercizio abusivo della professione medica e l’importazione e somministrazione di farmaci senza titolo. Sui nuovi fatti spetterà ora all’Autorità giudiziaria accertare le eventuali responsabilità.
Come detto, la vicenda ha un precedente che risale al gennaio 2021. All’epoca lo stesso negozio era finito sotto osservazione della squadra giudiziaria della Polizia locale, insospettita dall’insolito viavai di persone che entravano nell’esercizio e ne uscivano dopo pochi minuti. Il successivo blitz aveva portato al sequestro di oltre 180 pillole e alla scoperta, nel retrobottega, di una sorta di laboratorio artigianale con siringhe e fiale destinate, secondo l’accusa, alla somministrazione dei prodotti.
Da quell’indagine era scaturito il procedimento conclusosi lo scorso febbraio davanti al Tribunale di Rimini. Il barbiere era stato condannato a quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, e – secondo quanto riportato dalla maggior parte delle cronache locali – multa di 8mila euro. La difesa aveva contestato la ricostruzione accusatoria e annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza.
A distanza di appena sei mesi dalla condanna, gli agenti sono tornati nello stesso esercizio, questa volta dopo le segnalazioni dei residenti. Rispetto al controllo del 2021 non sarebbe stato trovato il laboratorio utilizzato per le somministrazioni, ma il quantitativo sequestrato resta considerevole.