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Telemedicina, approvato il decreto sulla diagnostica negli studi di mg

30 Luglio 2026

La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al decreto del Ministero della Salute che definisce criteri e modalità di utilizzo dei 235,8 milioni di euro destinati a rafforzare la diagnostica di primo livello nella medicina generale e nella pediatria di libera scelta. L’intesa, sancita nella seduta del 23 luglio, sblocca di fatto il percorso attuativo di una misura attesa da tempo, che punta a dotare gli studi dei medici di famiglia, le aggregazioni di medicina di gruppo e le Case della comunità di apparecchiature diagnostiche e soluzioni di telemedicina per avvicinare le prestazioni ai cittadini e contribuire alla riduzione delle liste d’attesa.

Il provvedimento dà attuazione a quanto previsto dall’articolo 1, comma 449, della legge 160/2019, che aveva stanziato le risorse per l’acquisto di apparecchiature sanitarie destinate ai medici di medicina generale (Mmg) e ai pediatri di libera scelta (Pls). Il nuovo decreto aggiorna e disciplina le modalità di impiego dei fondi alla luce del decreto ministeriale 77/2022, che ha ridisegnato l’assistenza territoriale del Servizio sanitario nazionale con l’istituzione delle Case della comunità previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

L’obiettivo dichiarato è accelerare l’approvvigionamento delle dotazioni diagnostiche necessarie per consentire ai medici di eseguire direttamente una parte degli accertamenti di primo livello, migliorando la presa in carico dei pazienti, in particolare cronici e fragili, e riducendo il ricorso improprio agli ospedali e agli ambulatori specialistici. Nelle motivazioni del provvedimento il Ministero sottolinea inoltre l’esigenza di garantire il pieno funzionamento delle Case della comunità, sia hub sia spoke, in coerenza con gli standard organizzativi fissati dal Dm 77 e con gli obiettivi del Pnrr.

Il decreto stabilisce anche alcuni vincoli di destinazione delle risorse. Almeno il 50% della quota assegnata a ciascuna Regione dovrà essere impiegato per l’acquisto di apparecchiature di diagnostica di primo livello, reti digitali e sistemi di telemedicina destinati agli studi dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. La restante parte potrà essere utilizzata per le esigenze delle Case della comunità e delle forme organizzative della medicina territoriale previste dalla riforma dell’assistenza di prossimità.

Con l’intesa della Conferenza Stato-Regioni il decreto può ora completare il proprio iter e consentire alle amministrazioni regionali di predisporre gli atti necessari per l’utilizzo delle risorse. Saranno infatti le Regioni a definire i programmi di investimento e le modalità operative per l’acquisizione delle apparecchiature, sulla base dei fabbisogni dei rispettivi territori e dell’organizzazione dell’assistenza primaria.

Soddisfazione è stata espressa dalla Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg). «L’intesa Stato-Regioni sulla diagnostica di primo livello è un segnale molto positivo» ha commentato il vicesegretario nazionale Nicola Calabrese, che ha auspicato un rapido recepimento dell’accordo da parte delle Regioni «traducendolo da subito in atti concreti». Secondo Fimmg, il rafforzamento della diagnostica territoriale può contribuire ad accrescere l’attrattività della medicina generale, a condizione che l’innovazione tecnologica sia accompagnata da modelli organizzativi adeguati e da un rafforzamento delle risorse professionali.