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Contratto nazionale, il 17 giugno in sciopero i dipendenti delle comunali

26 Maggio 2026

Dopo lo stallo al tavolo negoziale, scatta una giornata di sciopero anche per i dipendenti delle farmacie speciali (pubbliche). Nei giorni scorsi, infatti, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno annunciato una giornata di mobilitazione per il prossimo 17 giugno, che interesserà l’intero turno di lavoro degli oltre seimila dipendenti delle imprese gestite o partecipate dagli enti locali attive nel comparto delle farmacie comunali, delle parafarmacie, dei magazzini farmaceutici all’ingrosso e dei laboratori farmaceutici.

Al centro della protesta c’è il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro delle farmacie speciali, scaduto il 31 dicembre 2024. Secondo le organizzazioni sindacali, il confronto con Assofarm non avrebbe prodotto «alcun avanzamento significativo», nonostante i numerosi incontri svolti negli ultimi mesi e la disponibilità dichiarata dalle sigle confederali a proseguire la trattativa.

La proclamazione dello sciopero arriva dopo il fallimento della procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla normativa sui servizi pubblici essenziali. Filcams, Fisascat e Uiltucs contestano in particolare l’assenza di risposte considerate adeguate sia sul piano economico sia su quello normativo rispetto alla piattaforma rivendicativa presentata unitariamente per il rinnovo del contratto.

Tra i temi indicati dai sindacati figurano il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, eroso dall’inflazione degli ultimi anni, e il riconoscimento delle professionalità presenti nelle aziende che gestiscono le farmacie speciali. Nel mirino anche il mancato adeguamento delle condizioni contrattuali rispetto all’evoluzione delle attività svolte nelle farmacie comunali, sempre più coinvolte nei servizi di prossimità e nei modelli della cosiddetta farmacia dei servizi.

Nel comunicato diffuso dalle organizzazioni sindacali si sottolinea come farmaciste, farmacisti e addetti del comparto siano stati chiamati negli ultimi anni a sostenere «attività e responsabilità sempre più ampie nell’ambito dell’assistenza sanitaria di prossimità». Da qui la richiesta di un adeguamento salariale e normativo ritenuto coerente con l’evoluzione del settore.

Le proposte avanzate dalla parte datoriale vengono invece giudicate «insufficienti rispetto alle esigenze del settore e non coerenti con l’importante funzione sociale svolta quotidianamente dai farmacisti e dagli addetti delle farmacie comunali». Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs spiegano inoltre che «la mobilitazione si rende necessaria di fronte all’indisponibilità di Assofarm a riconoscere incrementi salariali e soluzioni normative in linea con il costo della vita, con le professionalità presenti nel settore e con il contesto lavorativo in cui operano le farmaciste, i farmacisti e gli addetti delle farmacie speciali».