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Mg, da due articoli di stampa uno spaccato dei problemi di “sistema”

23 Maggio 2023

Diceva Agatha Christie che due indizi sono una coincidenza ma se ce n’è terzo diventano una prova. Rappresentano allora un allarme gli articoli che in questi giorni sono apparse su due giornali a diffusione nazionale per riferire casi e storie di una medicina di famiglia sempre più in difficoltà. Il pezzo più recente è quello pubblicato un paio di giorni fa dal Corriere della Sera: in una mail alla redazione, un lettore chiede lumi sui «medici di famiglia che non visitano più, che non rispondono al telefono e si rifiutano di visitare a domicilio». Nella risposta, il giornalista Giangiacomo Schiavi ricorda che «la risposta e la visita sono un atto fondamentale per il buon medico», ma se oggi questo non viene più garantito non è soltanto per una «responsabilità individuale» ma anche per le colpe del sistema: le cure primarie, in sintesi, sono in crisi già da tempo e il Covid ha soltanto aggravato la già critica situazione, con il risultato che molti medici «si sono rifugiati nella pensione».

Il secondo articoli, di pochi giorni prima, è invece apparso sulle pagine del tabloid Gente: nel suo editoriale, il direttore Umberto Brindani racconta le peripezie affrontate in prima persona per trovare un nuovo medico curante dopo che il precedente se n’è andato in pensione. Le disponibilità scarseggiano, la maggioranza dei mmg in zona è massimalista (cioè ha raggiunto il tetto delle scelte consentite) è come cercare un ago in un pagliaio. Alla fine il giornalista trova un medico disponibile, ma scopre che non fa visite a casa e al telefono lascia che sia la segretaria a rispondere. E quando si tratta di trascrivere su ricettario rosso le prescrizioni degli specialisti, nicchia e fa resistenza.

A entrambi gli articoli la Fimmg – il più rappresentativo dei sindacati della mg – ha prontamente risposto con altrettante lettere alla redazione, in cui si respongono le accuse e si ricorda il lavoro affrontato quotidianamente dalla categoria. Non c’è dubbio poi che l’editoriale del direttore di Gente risenta di una visione del mmg un po’ “arcaica”: da tempo il Ssn incentiva i generalisti perché si dotino di personale di studio che svolga le mansioni amministrative e lasci al medico le questioni cliniche. E da tempo le Asl mettono argini al cosiddetto fenomeno delle “ricette indotte”, quelle cioè in cui il mmg trascrive acriticamente la prescrizione dello specialista privato o pubblico.

Ma in entrambi i pezzi si rintracciano anche rimproveri fondati, in cui i farmacisti sicuramente si ritroveranno perché da tempo li muovono anche loro: la progressiva desertificazione degli ambiti della mg (l’equivalente delle sedi farmaceutiche), la difficoltà di raggiungere il medico al telefono e i dinieghi a visitare a casa. La pandemia è stata uno spartiacque, ma ha ragione il giornalista del Corriere della Sera a dire che è un problema di sistema. E intanto, il vuoto che si è generato sul territorio viene coperto con la solita dedizione dai farmacisti e dalle farmacie, cui gli assistiti si rivolgono non avendo altri riferimenti.