Il deblistering entra a pieno titolo nel perimetro della farmacia dei servizi e potrà essere remunerato dalle Regioni nell’ambito della farmacia dei servizi. È uno dei passaggi rilevanti delle Linee di indirizzo nazionali sull’accesso personalizzato ai farmaci, presentate ieri al ministero della Salute dal sottosegretario Marcello Gemmato. Il documento, approvato con decreto firmato l’11 settembre, introduce per la prima volta un quadro nazionale unitario per un servizio finora avviato soltanto in alcune Regioni, fissando standard minimi e responsabilità professionali e lasciando alle amministrazioni regionali la disciplina degli aspetti organizzativi, operativi ed economici.
Il servizio, su base volontaria e nel rispetto della prescrizione medica, consente al paziente di affidare alla farmacia i medicinali dispensati perché vengano sconfezionati e successivamente riconfezionati, manualmente o con sistemi automatizzati, secondo uno schema posologico personalizzato. Il farmacista predispone così blister nei quali le diverse unità posologiche sono organizzate in funzione dei giorni e degli orari di assunzione, con l’obiettivo di semplificare la gestione quotidiana della terapia e ridurre errori, dimenticanze e assunzioni scorrette.
Le Linee di indirizzo sono il risultato del lavoro di un Tavolo tecnico istituito presso il Ministero e definiscono requisiti comuni in materia di qualità, sicurezza e tracciabilità, oltre a individuare le responsabilità professionali lungo le diverse fasi del processo. Il quadro nazionale tiene conto anche del parere del Consiglio di Stato sulla possibilità di svolgere il servizio nelle farmacie aperte al pubblico.
Il target principale è rappresentato dai pazienti anziani, fragili e in politerapia. «Gli anziani con più di ottant’anni assumono in media fra le 10 e le 15 pillole di farmaco al giorno», ha ricordato Gemmato nel corso della presentazione. In queste condizioni, ha osservato, seguire correttamente la terapia può diventare particolarmente complesso, soprattutto per chi vive solo o presenta più patologie.
«Con le linee guida diamo uniformità nazionale, individuiamo responsabilità precise e fissiamo regole chiare», ha spiegato il sottosegretario. L’obiettivo è migliorare l’aderenza terapeutica e quindi l’efficacia delle cure, con possibili ricadute anche sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale grazie alla riduzione degli eventi legati all’uso non corretto dei medicinali e delle conseguenti ospedalizzazioni.
Un capitolo decisivo sarà ora quello dell’attuazione territoriale. Gemmato ha infatti chiarito che il deblistering «è ascrivibile ai servizi resi dalla farmacia dei servizi»: spetterà dunque agli accordi regionali stabilire se prevedere una remunerazione per le farmacie e determinarne l’entità. Il quadro nazionale dovrebbe così consentire di superare la frammentazione che finora aveva limitato la diffusione del servizio: secondo il sottosegretario, il deblistering era partito soltanto in tre Regioni, mentre nelle altre l’assenza di riferimenti condivisi ne aveva ostacolato l’avvio.
«La personalizzazione della terapia deve procedere insieme alla sicurezza», ha sottolineato Paola Minghetti, della Società italiana farmacisti preparatori e componente del Tavolo ministeriale. Gabriella Guasticchi, direttore generale della Direzione generale dei dispositivi medici e del farmaco del Ministero, ha invece richiamato la necessità di una governance condivisa, orientata ad appropriatezza, verifica degli esiti, sostenibilità economica e tutela del paziente.