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Donne in gravidanza o che allattano, raccomandazioni dell’Iss sulla dose booster

14 Dicembre 2021

Alle donne che si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza e desiderano vaccinarsi «si raccomanda un vaccino mrna come dose booster di un ciclo primario». E’ la raccomandazione diffusa ieri dall’Istituto superiore di sanità sulla scorta «delle numerose e crescenti evidenze riguardo alla sicurezza della vaccinazione in gravidanza, nei confronti sia del feto sia della madre», così come delle evidenze «relative alla maggiore morbosità della variante Delta, della sua crescente circolazione e del notevole abbassamento dell’età mediana all’infezione in Italia».

Nelle sue indicazioni, l’Iss ricorda che il target prioritario per la vaccinazione in gravidanza rimangono le donne più esposte al rischio di infezione da Sars-CoV-2 (come le professioniste della sanità) o di malattia grave da covid-19 per fattori d’incidenza (età inferiore ai 30 anni, BMI>30, comorbidità, cittadinanza in Paesi ad alta pressione migratoria). Le donne che desiderano vaccinarsi nel primo trimestre, inoltre, valutino «rischi e benefici insieme a un sanitario, perché «a oggi sono ancora poche le evidenze» disponibili.

La somministrazione, ricorda ancora l’Iss, deve essere eseguita nei dosaggi autorizzati (30 mcg in 0,3 mL per Comirnaty; 50 mcg in 0,25 mL per Spikevax) indipendentemente dal vaccino utilizzato per il ciclo primario, e purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno cinque mesi (150 giorni). «La dose di richiamo (booster) può essere somministrata contestualmente alla vaccinazione contro l’influenza e la pertosse raccomandate in gravidanza».

Per quanto riguarda le donne in allattamento, invece, la raccomandazione dell’Istituto superiore di sanità è quella di offrire la dose booster «senza alcuna necessità di interrompere l’allattamento». Anche in questo caso la somministrazione deve rispettare i dosaggi autorizzati (30 mcg in 0,3 mL per Comirnaty; 50 mcg in 0,25 mL per Spikevax) a prescindere dal prodotto utilizzato per il ciclo primario e purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno cinque mesi (150 giorni) dal completamento dello stesso. «La vaccinazione non espone il lattante a rischi e gli permette di assumere tramite il latte anticorpi contro Sars-CoV-2».

Infine, a tutte le donne in gravidanza e che allattano – a prescindere dalla scelta se vaccinarsi o meno . l’Iss ricorda l’osservanza delle usuali misure di prevenzione: igiene delle mani, mascherina negli ambienti chiusi e in prossimità di altre persone non conviventi/non vaccinate, rispetto della distanza fisica di sicurezza, ventilazione degli ambienti.