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Italia Longeva, vaccinare contro pneumococco anche nelle farmacie

21 Giugno 2023

Si misura in 630mila nuovi casi e oltre 8mila decessi in un anno l’impatto della polmonite pneumococcica sulla popolazione over-70 in Italia. Ne discende un grave stress sulla rete ospedaliera e sui costi sanitari, considerato anche che i batteri pneumococcici sono resistenti all’azione degli antibiotici. La vaccinazione potrebbe essere la risposta, ma stenta a decollare.

A richiamare l’urgenza di un intervento che metta a sistema risorse e strumenti per rilanciare e standardizzare la vaccinazione antipneumococcica sul territorio nazionale è Italia Longeva, l’Associazione nazionale per l’invecchiamento e la longevità attiva del ministero della Salute: in un consensus paper presentato ieri a Roma al dicastero, Italia Longeva propone infatti 12 raccomandazioni, frutto del lavoro di un Board multidisciplinare di esperti (tra i quali la presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca) e concretamente implementabili, utili a indirizzare le politiche sanitarie in materia.

In Italia la vaccinazione anti-pneumococcica è gratuita per le persone di 65 anni e per chi ha condizioni di salute a rischio, ma – ha spiega Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva – «in pochi la conoscono e in pochissimi si vaccinano. Alla scarsa informazione si affianca il mosaico di soluzioni operative messe in atto dalle Regioni, in assenza di indicazioni univoche sulle tipologie di vaccini da utilizzare e con quali modalità e tempistiche, per massimizzare la protezione offerta agli anziani in base a ciò che ci dice la scienza. Ma il vero cambio di marcia non potrà realizzarsi senza la completa informatizzazione dell’anagrafe vaccinale, in grado di darci in qualunque momento un’istantanea dei nuovi casi e delle coperture raggiunte, per meglio programmare l’offerta vaccinale e correggere il tiro laddove necessario. Il paper di Italia Longeva ha messo in luce le principali zone d’ombra che riguardano l’organizzazione della vaccinazione pneumococcica degli over-65, ma soprattutto ha offerto spunti concreti di riflessione sulle migliori strategie per rilanciarla garantendo omogeneità e appropriatezza”.

Le quattro principali direttive definite dal documento chiedono indicazioni chiare a livello centrale per guidare la programmazione delle campagne vaccinali; l’implementazione di sistemi di sorveglianza, a partire dall’Anagrafe vaccinale, per il monitoraggio dell’andamento epidemiologico e dello stato vaccinale della popolazione over-65; l’ampliamento dell’accesso alla vaccinazione mediante il coinvolgimento delle farmacie e di altri professionisti e presidi del Servizio sanitario nazionale; la “destagionalizzazione” della vaccinazione antipneumococcica perché effettuata tutto l’anno.

«La totale assenza di una comunicazione strategica verso i cittadini è uno dei principali problemi legati all’elevata sotto-erogazione della vaccinazione anti-pneumococcica» ha osservato Roberta Siliquini, Presidente della Siti (Società italiana di igiene) «la promozione, a livello nazionale, di una campagna di informazione sulla polmonite pneumococcica e sulle opportunità di prevenzione offerte agli anziani attraverso la vaccinazione, insieme a una riforma organica dell’attuale modello organizzativo, può supportarci nel raggiungere l’obiettivo».

«La vaccinazione antipneumococcica in farmacia» ha ricordato la presidente Racca «sarebbe un ulteriore passo avanti per la farmacia dei servizi ma consentirebbe anche di sfruttare la capillarità dei presidi per la sensibilizzazione della popolazione anziana e la destagionalizzazione della vaccinazione».

«La mancanza di dati relativi alla vaccinazione anti-pneumococcica è un problema significativo» ha aggiunto Walter Ricciardi, docente d’Igiene e medicina preventiva all’università Cattolica del Sacro Cuore «il sistema informativo sulle coperture vaccinali realizzato in epoca Covid, messo in piedi in tempi record, dovrebbe sollecitare i decisori a implementare un meccanismo idoneo anche per questa vaccinazione».

«È necessaria una riorganizzazione del sistema di accesso alla vaccinazione anti-pneumococcica per superare gli attuali bias organizzativi e culturali» ha ribadito Graziano Onder, del dipartimento Scienze dell’invecchiamento, ortopediche e reumatologiche, Fondazione policlinico universitario A. Gemelli Ircss «i tempi sono maturi per ragionare sull’opportunità di somministrare il vaccino anti-pneumococcico attraverso la rete delle farmacie del territorio, nei setting della long-term care (Rsa e Adi) e in ospedale, raggiungendo così i pazienti ricoverati o che accedono alla struttura per visite e trattamenti ambulatoriali».