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Legge Gadda, in dieci anni recuperate 40 milioni di confezioni di farmaci

8 Ottobre 2026

In dieci anni la legge Gadda contro gli sprechi ha contribuito al recupero e alla donazione di circa 40 milioni di confezioni di farmaci, sottratte allo smaltimento e rimesse a disposizione delle persone in difficoltà attraverso la rete degli enti del Terzo settore. È uno dei dati più significativi che emergono dalla ricerca realizzata da Fondazione Terzjus Ets e Fondazione Valore, con il sostegno di Fondazione Cariplo, presentata alla Camera dei deputati in occasione del convegno «Dieci anni che non si sprecano – La legge Gadda 166/2016: i risultati, le alleanze, il futuro».

L’indagine traccia un bilancio del primo decennio di applicazione della legge 166/2016, che ha introdotto semplificazioni e incentivi per favorire la donazione delle eccedenze alimentari, farmaceutiche e di altri prodotti ancora utilizzabili. Una normativa che, attraverso il recupero dei medicinali, ha contribuito anche a contrastare la povertà sanitaria, facilitando l’accesso alle cure delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Secondo la ricerca, negli ultimi dodici mesi il 41% degli enti coinvolti ha raccolto o ricevuto medicinali destinati alla redistribuzione. Il dato conferma il peso assunto dalla filiera farmaceutica nel sistema delle donazioni, anche se resta inferiore a quello degli alimenti (80,3%) e dei beni non alimentari e non farmaceutici (67,4%). Le percentuali si sovrappongono perché molte organizzazioni operano contemporaneamente in più ambiti: il 66% del campione è impegnato in almeno due differenti filiere.

Complessivamente, dal 2016 sono state donate in Italia circa 3,7 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari e 40 milioni di confezioni di medicinali, per un valore economico complessivo stimato in 10,3 miliardi di euro. Una cifra che, precisano i ricercatori, rappresenta una valutazione prudenziale, perché non comprende ancora diversi comparti per i quali mancano dati nazionali omogenei. Nel solo settore alimentare, tra il 2016 e il 2025 le eccedenze raccolte da Banco Alimentare presso industria e distribuzione sono aumentate del 95%, passando da 22mila a 42.800 tonnellate annue.

La ricerca evidenzia inoltre il ruolo determinante delle imprese, dalle quali riceve donazioni l’81,2% degli enti intervistati, e dei cittadini, che contribuiscono attraverso collette e campagne di raccolta nel 61% dei casi. Si tratta di una rete prevalentemente locale, nella quale il 72% delle organizzazioni distribuisce i beni recuperati all’interno dello stesso centro abitato o quartiere.

Restano tuttavia margini di miglioramento, soprattutto sul versante della conoscenza della normativa: soltanto il 39,6% degli enti dichiara di conoscere approfonditamente la legge Gadda, mentre il 50,9% ne ha una conoscenza superficiale e il 9,5% ne ignora l’esistenza.

«I numeri dicono che la Legge 166 ha funzionato» ha commentato Maria Chiara Gadda, prima firmataria della norma e vicepresidente dei deputati di Italia Viva-Casa Riformista. Tra le priorità per il futuro, ha indicato il sostegno alla logistica del Terzo settore e l’ampliamento delle categorie di medicinali donabili, con particolare riferimento ai farmaci per la salute mentale.

Per Gabriele Sepio, presidente di Fondazione Valore, i 10,3 miliardi stimati «descrivono la capacità di un intero sistema di restituire valore sociale a eccedenze ancora perfettamente utilizzabili». Il prossimo passo, ha aggiunto, sarà rendere gli strumenti della legge «ancora più conosciuti, accessibili e uniformemente applicati», coinvolgendo un numero crescente di imprese ed enti.