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Liste d’attesa, Agenas: in un anno +2,6% di prestazioni nei tempi previsti

30 Maggio 2026

Migliora il rispetto dei tempi di attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici, ma nei primi quattro mesi del 2026 quasi due milioni di prestazioni sono state comunque erogate oltre le soglie massime previste. È quanto emerge dai dati della nuova Piattaforma nazionale per il monitoraggio delle liste d’attesa, realizzata da Agenas in attuazione del decreto legge 73/2024 e presentata insieme al nuovo Cruscotto 2.0 per la consultazione pubblica dei dati regionali.

La piattaforma raccoglie informazioni provenienti da tutte le strutture pubbliche e private accreditate del Servizio sanitario nazionale e dispone attualmente di circa 65 milioni di prenotazioni registrate tra gennaio 2025 e aprile 2026. L’obiettivo è consentire un monitoraggio continuativo delle liste d’attesa e individuare le criticità sui diversi territori.

Nel primo quadrimestre dell’anno risultano effettuate oltre i tempi massimi circa 1,2 milioni di visite specialistiche e 688.500 esami diagnostici, tra Tac, risonanze magnetiche ed ecografie. Nonostante ciò, il confronto con lo stesso periodo del 2025 evidenzia un miglioramento generalizzato. Per le prime visite la quota di prestazioni erogate entro i tempi previsti sale dal 76,1% al 78,7%, mentre per gli esami diagnostici passa dall’83% all’84,7%. I progressi risultano particolarmente marcati per le prestazioni urgenti da erogare entro tre giorni e per quelle in classe B, che devono essere garantite entro dieci giorni.

Sul piano territoriale, 16 regioni su 21 mostrano risultati positivi per le visite specialistiche e 15 su 21 per gli esami diagnostici. Tra le realtà che registrano miglioramenti significativi figurano Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, mentre Abruzzo, Provincia autonoma di Trento, Sicilia e Valle d’Aosta evidenziano un peggioramento in entrambe le categorie.

Accanto ai dati sui tempi di attesa, Agenas richiama l’attenzione su alcuni elementi che contribuiscono a determinare le criticità del sistema. Il primo riguarda l’appropriatezza prescrittiva e, in particolare, l’attribuzione delle classi di priorità. In alcune regioni del Centro-Sud si registra un ricorso molto elevato al codice P, riservato alle prestazioni programmabili entro 120 giorni. Per le prime visite la quota raggiunge l’85,5% in Basilicata e l’80,1% in Campania, contro il 7,8% della Toscana e l’8,2% del Piemonte. Secondo il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese, si tratta di valori che appaiono poco coerenti con la natura stessa delle prime visite e che richiedono un approfondimento con le amministrazioni regionali.

Un secondo elemento riguarda la gestione degli appuntamenti. A livello nazionale circa il 20% degli assistiti accetta una data oltre i limiti di garanzia, pur avendo ricevuto una proposta entro soglia. Una parte del fenomeno può essere legata a esigenze personali del paziente, ma percentuali particolarmente elevate potrebbero indicare problemi organizzativi nella gestione delle agende.

Tra gli indicatori monitorati compare anche il tempo che intercorre tra la prescrizione e il contatto con il Centro unico di prenotazione (Cup). In alcune regioni, per le prestazioni con priorità breve, quasi un assistito su cinque contatta il sistema di prenotazione oltre il termine previsto dalla classe di priorità assegnata, un dato che potrebbe segnalare difficoltà di accesso ai servizi di prenotazione.

Particolarmente rilevante è infine il fenomeno della cosiddetta dispersione delle ricette. Secondo l’incrocio dei dati della Tessera sanitaria, soltanto il 50,3% delle prescrizioni per prime visite e il 54,4% di quelle per esami diagnostici si traduce in una prenotazione nel Servizio sanitario nazionale. In pratica, circa una ricetta su due non viene presa in carico dal sistema pubblico. Agenas stima che una quota compresa tra il 25% e il 30% possa essere attribuita a motivazioni fisiologiche, come la rinuncia alla prestazione o il ricorso a coperture assicurative. Le percentuali più elevate, tuttavia, potrebbero indicare difficoltà nella prenotazione o uno spostamento della domanda verso il settore privato.

La nuova piattaforma consentirà un monitoraggio permanente dei tempi di attesa e la pubblicazione trimestrale di bollettini regionali. Secondo Agenas, i risultati migliori si registrano nelle realtà che hanno affiancato all’incremento dell’offerta interventi organizzativi come la centralizzazione delle agende, l’apertura di servizi nei fine settimana, il recupero delle mancate presentazioni e l’impiego di