La Lombardia rinnova il proprio patto con le farmacie del territorio e concentra le principali novità sul sostegno agli esercizi economicamente più fragili. L’Accordo integrativo regionale (Air), approvato dalla Giunta con la deliberazione XII/6587 del 27 luglio 2026, mette infatti a disposizione 2,8669 milioni di euro, di cui 1,7669 milioni destinati all’indennità di residenza delle farmacie rurali e 1,1 milioni al nuovo Fondo regionale di solidarietà per le farmacie con basso fatturato. Per l’indennità di residenza sono previste otto fasce di contribuzione: si va da 100 euro per le farmacie con il punteggio minimo fino a 6.000 euro per quelle che si collocano nella fascia di maggiore disagio, mentre il Fondo riconoscerà un contributo raddoppiato agli esercizi con fatturato annuo inferiore a 150mila euro.
Con il provvedimento la Regione recepisce l’Accordo integrativo regionale sottoscritto con Federfarma Lombardia e Assofarm Lombardia, dando attuazione alle disposizioni del nuovo Accordo collettivo nazionale delle farmacie, entrato in vigore dopo l’intesa sancita in Conferenza Stato-Regioni il 6 marzo 2025. L’Air disciplina gli aspetti demandati alla contrattazione regionale, dalla remunerazione delle farmacie rurali ai criteri di utilizzo del Fondo di solidarietà, fino alle modalità di trasmissione delle ricette, ai tempi di pagamento e all’organizzazione dei servizi essenziali in caso di sciopero.
Indennità di residenza, nuovi criteri e importi
Uno dei capitoli più rilevanti riguarda l’indennità di residenza destinata alle farmacie rurali. In linea con il nuovo Acn, potranno beneficiarne non soltanto le farmacie rurali sussidiate, ma anche quelle rurali non sussidiate, purché in possesso dei requisiti previsti.
La griglia dei punteggi e delle indennità di residenza

L’accesso al contributo sarà determinato attraverso quattro indicatori di disagio: fatturato complessivo ai fini Iva, popolazione della località, distanza dal capoluogo di provincia e numero dei turni notturni effettuati nell’anno. La farmacia dovrà ottenere un punteggio in ciascuno dei quattro parametri; qualora il punteggio complessivo risulti inferiore a due punti, l’indennità non sarà riconosciuta.
L’accordo individua otto fasce di contribuzione: si parte da 100 euro per i punteggi compresi tra 2 e 7 punti, si sale a 1.000 euro tra 8 e 12 punti, 2.100 euro tra 13 e 30 punti, 2.500 euro tra 31 e 40, 3.000 euro tra 41 e 60, 3.900 euro tra 61 e 70, 4.800 euro tra 71 e 80, fino a raggiungere 6.000 euro per le farmacie con oltre 80 punti. Il fabbisogno complessivo stanziato ammonta a 1.766.900 euro. Dal 1° gennaio 2027 gli importi saranno inoltre rivalutati ogni due anni secondo l’indice Istat Foi. Le domande dovranno essere presentate alle Ats entro il 30 aprile e i contributi saranno erogati entro il successivo 30 giugno.
Fondo di solidarietà per le farmacie a basso fatturato
L’Air disciplina anche l’utilizzo del nuovo Fondo regionale di solidarietà previsto dall’articolo 23 dell’Accordo collettivo nazionale. Il fondo nasce dalla riallocazione del contributo pari allo 0,15% della spesa farmaceutica del 1986 che in passato era destinato a Enpaf e farmacie pubbliche e viene ora riservato alle farmacie, urbane e rurali, con fatturato annuo complessivo ai fini Iva inferiore a 300mila euro.
La quota individuale sarà determinata dividendo le risorse disponibili per il numero delle farmacie aventi diritto. Per gli esercizi con fatturato inferiore a 150mila euro il contributo sarà invece raddoppiato, introducendo così un criterio di maggiore sostegno per le realtà economicamente più deboli. Le richieste dovranno essere presentate entro il 30 marzo, allegando la documentazione fiscale richiesta, mentre le Ats provvederanno ai pagamenti entro il 30 giugno.
Dematerializzazione delle ricette e pagamenti
Tra le innovazioni operative figura anche la completa digitalizzazione della rendicontazione. Le farmacie dovranno trasmettere entro il giorno 5 del mese successivo la Dcr-Fur (Documento di corrispettivo e rendicontazione – Farmacie e unità di raccolta) e gli altri flussi previsti dalla Convenzione Siss; l’invio elettronico sostituirà integralmente la documentazione cartacea.
Le parti si impegnano inoltre ad avviare già nel 2026 la sperimentazione della completa dematerializzazione del cosiddetto “sacco ricette”, attraverso l’utilizzo obbligatorio dei sistemi di firma digitale e trasmissione delle immagini previsti dalla piattaforma Siss, con l’obiettivo di completare la messa a regime entro il 2027.
Sul fronte economico, l’accordo conferma tempi di liquidazione più certi: le competenze per la dispensazione dei farmaci saranno liquidate entro la fine del mese di trasmissione della Dcr, con effettivo accredito bancario entro lo stesso termine e valuta bancaria fissa. Resta inoltre fissata al 15 marzo l’erogazione dell’acconto previsto dall’Accordo collettivo nazionale.
Le regole in caso di sciopero
L’Accordo regionale recepisce anche il protocollo nazionale sul diritto di sciopero delle farmacie pubbliche e private. Le prestazioni indispensabili continueranno a essere garantite dalle farmacie di turno individuate dalle Ats, che dovranno comunicare almeno cinque giorni prima dello sciopero gli esercizi chiamati ad assicurare il servizio essenziale. Le farmacie designate potranno chiedere la sostituzione entro le 24 ore successive alla comunicazione, qualora ciò sia possibile.
Validità triennale
L’Accordo integrativo regionale entra in vigore dalla data della sottoscrizione e avrà durata triennale, rimanendo efficace fino alla stipula del successivo Accordo collettivo nazionale. Per la Regione rappresenta il principale strumento di attuazione sul territorio lombardo della nuova convenzione farmaceutica nazionale, con particolare attenzione al sostegno delle farmacie rurali e degli esercizi con minore capacità economica, oltre che alla progressiva digitalizzazione delle procedure amministrative.
«Siamo soddisfatti dell’intesa» è il commento della presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca «soprattutto nella parte che definisce le agevolazioni e gli interventi a favore delle piccole farmacie. Sostenerle significa assicurare l’assistenza alle comunità più disagiate e la Regione ne è pienamente consapevole. L’accordo non interviene su dpc e servizi perché sono già normati da altre disposizioni sulle quali negozieremo quando si avvineranno alla scadenza». Soddisfazione anche dal presidente delle farmacie rurali lombarde, Giuseppe Fornasa: «Ringraziamo la Regione che ha accolto la nostra proposta» è il suo commento «il sistema di fasce e indennità differenziate valorizza la prossimità della rete e consente alle farmacie disagiate di percepire più di quanto prevedevano i precedenti accordi».