dalla lombardia

Vitiligine, la teledermatologia in farmacia supera il test

17 Luglio 2026

La teledermatologia effettuata nella farmacia di prossimità può diventare uno strumento concreto per migliorare il follow-up dei pazienti con vitiligine, rafforzare l’aderenza terapeutica e avvicinare le cure specialistiche al territorio. È l’indicazione che emerge dal progetto pilota presentato ieri a Palazzo Pirelli, a Milano, nel corso della conferenza stampa dedicata alla sperimentazione promossa con il coinvolgimento di Federfarma Lombardia, di tre centri dermatologici regionali, dell’associazione dei pazienti Apiafco e con il contributo incondizionato di Incyte Italia. Pur basandosi su numeri ancora limitati, il progetto ha mostrato una buona fattibilità organizzativa: delle 14 televisite programmate, l’86% è stato effettuato regolarmente, mentre il restante 14% non è stato eseguito per indisponibilità dei pazienti.

La sperimentazione, realizzata tra maggio e giugno di quest’anno, ha coinvolto cinque farmacie di Milano, sei dermatologi e tre centri di riferimento lombardi – Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Irccs Humanitas Research Hospital e Irccs Policlinico San Donato – con un percorso che prevedeva la prima visita in ospedale e i successivi controlli svolti in farmacia tramite televisita. Collegato con lo specialista, il paziente veniva assistito dal farmacista, mentre il dermatologo verificava l’efficacia della terapia, l’aderenza al trattamento e l’eventuale necessità di programmare una nuova visita in presenza.

Per Federfarma Lombardia, il progetto rappresenta soprattutto una dimostrazione concreta delle potenzialità della farmacia dei servizi. «È un progetto moderno e molto utile per i cittadini» ha osservato la presidente Annarosa Racca, ricordando che la diagnosi, la prima visita e l’impostazione terapeutica restano di competenza dello specialista, mentre i controlli possono essere effettuati nella farmacia di prossimità. In questo modo, ha spiegato, il paziente che vive lontano dal centro prescrittore può collegarsi con il proprio dermatologo senza affrontare nuovi spostamenti, con benefici sia per la continuità delle cure sia per la qualità della vita.

Racca ha inoltre sottolineato che la sperimentazione arriva in una fase in cui la rete delle farmacie lombarde sta completando un importante percorso di digitalizzazione. Grazie ai finanziamenti del Pnrr e alle indicazioni del decreto ministeriale 77, ha ricordato, Regione Lombardia sta distribuendo le apparecchiature necessarie alla televisita a quasi mille farmacie rurali. L’esperienza maturata con la vitiligine, quindi, potrà costituire un modello replicabile anche per altre patologie croniche che richiedono controlli periodici, valorizzando gli investimenti già effettuati e il ruolo delle farmacie nella sanità territoriale.

Dal punto di vista dei pazienti, il principale valore aggiunto è la continuità assistenziale. La presidente di Apiafco, Valeria Corazza, ha evidenziato come il follow-up a distanza consenta di mantenere un contatto costante con il dermatologo senza rinunciare al supporto del farmacista presente in farmacia. Secondo l’associazione, il modello risulta particolarmente interessante per chi vive nei piccoli comuni o in aree distanti dai centri specialistici e dimostra come la medicina digitale possa contribuire a ridurre le disuguaglianze di accesso alle cure, anche se nel nostro Paese il suo sviluppo procede ancora con lentezza.

Indicazioni positive arrivano anche dai dermatologi coinvolti nella sperimentazione. Angelo Valerio Marzano, direttore della Struttura complessa di Dermatologia della Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, ha spiegato che la vitiligine si presta particolarmente al follow-up in telemedicina perché l’efficacia delle terapie può essere monitorata nel tempo anche attraverso la televisita. La prima valutazione clinica, ha precisato, deve però rimanere necessariamente in presenza, perché richiede un inquadramento diagnostico completo ed eventuali accertamenti. I controlli successivi possono invece essere effettuati a distanza, consentendo allo specialista di verificare la risposta clinica, chiarire eventuali dubbi del paziente e offrire un supporto aggiuntivo tra una visita e l’altra. Un’organizzazione di questo tipo, ha aggiunto, potrebbe contribuire anche a ridurre gli accessi non necessari agli ambulatori specialistici e ad alleggerire le liste d’attesa.

La sperimentazione è stata presentata anche come un esempio di innovazione organizzativa. Il Regional Vice President e General Manager di Incyte Italia, Nicola Bencini, ha osservato che l’innovazione terapeutica, da sola, non è sufficiente se non viene accompagnata da modelli assistenziali capaci di garantire continuità di cura e accessibilità ai servizi. Secondo Bencini, il progetto lombardo dimostra che la collaborazione tra istituzioni, specialisti, farmacie e industria può svilupparsi nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli, mettendo il paziente al centro del percorso assistenziale. Pur trattandosi di una sperimentazione di dimensioni contenute, i risultati ottenuti forniscono indicazioni utili per valutare un possibile ampliamento del modello.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di sviluppo della farmacia dei servizi delineato dal Dm 77 e dalla diffusione della telemedicina nella sanità territoriale. L’obiettivo, emerso dal confronto tra istituzioni, professionisti sanitari, farmacisti e associazioni dei pazienti che ha accompagnato la presentazione dei risultati, è verificare se un’organizzazione basata sulla collaborazione tra ospedali e farmacie possa rendere più semplice il monitoraggio delle patologie croniche, mantenendo inalterato il ruolo dello specialista ma portando i controlli sempre più vicino ai cittadini.

All’evento era presente Emanuele Monti, presidente della Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia.