Si ampliano in Lombardia le funzionalità del Fascicolo sanitario elettronico (Fse 2.0), sul quale ora possono essere pubblicate anche le immagini radiologiche e diagnostiche. La novità consentirà a cittadini e professionisti sanitari di consultare e condividere in tempo reale un set ancora più esteso di informazioni cliniche, per migliorare la continuità assistenziale.
La nuova funzione riguarda, in questa prima fase, le prestazioni di radiologia e medicina nucleare – come Tac, risonanze magnetiche, radiografie, Pet, scintigrafie e Moc – oltre agli esami di cardiologia ed endoscopia. L’intenzione della Regione è estendere progressivamente il servizio a tutte le specialità che producono immagini nel formato standard Dicom.
La fase operativa è già partita. Il primo ente sanitario pubblico ad attivare il servizio è stata l’Asst del Garda, lo scorso 18 giugno, seguita dalle prime strutture private accreditate, tra le quali la Fondazione Poliambulanza di Brescia. A oggi sono già oltre 10mila gli studi diagnostici archiviati e pubblicati sul Fascicolo sanitario elettronico, consultabili sia dai cittadini sia dai medici.
Il cronoprogramma prevede l’ingresso, entro la fine di luglio, di un primo gruppo pilota composto dall’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dall’Asst Spedali Civili di Brescia e dall’Asst Franciacorta. Nel secondo semestre dell’anno sarà quindi la volta della Fondazione Irccs Policlinico di Milano, dell’Asst Niguarda, dell’Asst Valtellina, dell’Asst Lodi, dell’Asst Lecco e dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco, prima dell’estensione graduale a tutte le strutture pubbliche e private accreditate della regione.
L’intervento rientra negli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che punta all’evoluzione del Fascicolo sanitario elettronico in una piattaforma nazionale per la condivisione dei dati clinici. Nell’ambito del progetto, gli enti sanitari hanno adeguato i propri sistemi informativi per sostituire la tradizionale documentazione in formato Pdf con documenti strutturati conformi allo standard nazionale Cda2 (Clinical Document Architecture), così da favorire l’integrazione con l’Ecosistema dei dati sanitari e con i Clinical data repository locali.
Per sostenere il nuovo servizio la Regione Lombardia, attraverso la sua società Aria, ha realizzato un’infrastruttura centralizzata basata su un sistema Vna (Vendor neutral archive), destinato a conservare in modo permanente le immagini diagnostiche indipendentemente dai sistemi utilizzati dalle singole strutture. La piattaforma, sottolinea la Regione, garantirà la disponibilità delle immagini nel rispetto della normativa sulla privacy e consentirà agli enti sanitari di semplificare la consegna della documentazione ai pazienti, con benefici sia organizzativi sia economici.
Il progetto comprende inoltre il recupero e la progressiva pubblicazione delle immagini diagnostiche prodotte negli anni precedenti, così da arricchire il patrimonio informativo disponibile nel Fascicolo sanitario elettronico. L’elenco delle strutture via via abilitate al servizio sarà aggiornato sul portale regionale del Fse.
«Si tratta di un salto di qualità fondamentale per la nostra sanità e di un tassello cruciale nel percorso di digitalizzazione che abbiamo intrapreso» commenta in una nota l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. «È un’operazione strategica che migliora in modo stabile la sicurezza delle informazioni e l’accessibilità dei servizi per tutti i cittadini lombardi. Mettiamo i professionisti sanitari nelle condizioni di condividere ed elaborare i dati clinici in tempo reale, ottimizzando i costi aziendali e migliorando sensibilmente l’efficienza dei percorsi di cura sul nostro territorio».