Ha ottenuto il via libera della commissione Sanità del Senato ma con modifiche l’emendamento al ddl delega per il riordino della legislazione farmaceutica che raccomanda un giro di vite sul tetto al numero di farmacie controllate dalle catene del capitale. È la notizia che arriva dalla seduta con cui mercoledì scorso – 8 luglio – la 12a commissione ha continuato l’esame delle proposte di modifica al disegno di legge delega per il Testo unico sulla farmaceutica.
L’emendamento approvato è il 3.144, sottoscritto dai senatori Magni, De Cristofaro, Cucchi e Mazzella (Avs): nella formulazione originaria, la proposta chiedeva il nuovo Testo unico rivedesse «i limiti quantitativi rispetto alla titolarità delle farmacie da parte di società di capitali, abbassando la quota massima di controllo, a livello regionale, per impedire la formazione di oligopoli o monopoli privati da parte di fondi di investimento o grandi catene commerciali, a tutela della professionalità e dell’indipendenza del farmacista». Molto più sintetico, invece, il testo approvato l’altro ieri, in seguito alla riformulazione richiesta dal Governo e recepita in commissione: la proposta, in sostanza, raccomanda che il riordino legislativo «riveda i limiti quantitativi rispetto alla titolarità delle farmacie da parte delle società di capitali, abbassando la quota massima di controllo».
Sempre nella stessa seduta, sono stati approvati anche alcuni emendamenti che legano il potenziamento dei sistemi informativi nazionali e regionali anche interventi di revisione sui tetti della spesa farmaceutica e sul payback e allargano l’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico al monitoraggio degli esiti delle cure, alla farmacovigilanza e al governo clinico.
Luce verde, infine, anche agli emendamenti che affidano a televisita, telemonitoraggio e presa in carico dei pazienti l’obiettivo di migliorare l’accessibilità e la continuità delle cure e raccomandano la razionalizzazione della pianta organica nelle aree interne in modo da favorire le farmacie già presenti, anche attraverso l’attivazione di dispensari farmaceutici da esse gestiti.