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Aleotti (Menarini): sulla riforma del Prontuario «si può cambiare rotta»

7 Luglio 2026

Sulla riforma del Prontuario farmaceutico, che punta alla rimborsabilità per categorie terapeutiche omogenee, «cambiare rotta si può». Lo ha detto Lucia Aleotti, azionista e componente del board del gruppo farmaceutico Menarini, alla trentesima edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini, dove l’imprenditrice ha affrontato sia il tema della revisione del prontuario sia quello, più generale, della competitività dell’industria farmaceutica europea.

Le dichiarazioni si inseriscono nel dibattito aperto dalla proposta di revisione del prontuario, sulla quale nei giorni scorsi sono già intervenuti il ministro della Salute Orazio Schillaci e il sottosegretario Marcello Gemmato, entrambi favorevoli a un riordino che non comprometta la qualità dell’assistenza e la sicurezza delle cure.

Secondo Aleotti, l’ipotesi di concentrare gli acquisti di intere aree terapeutiche attraverso gare al massimo ribasso rischia di produrre effetti negativi non soltanto sul piano industriale, ma anche su quello della tutela della salute. «Credo che, dal punto di vista della tutela della salute dei cittadini, si siano già ben espressi il ministro e il sottosegretario alla Salute: non è possibile fare niente che possa mettere a rischio la salute dei cittadini», ha osservato.

L’azionista di Menarini ha quindi richiamato l’attenzione sulle conseguenze che, a suo giudizio, una simile impostazione potrebbe avere per il tessuto produttivo nazionale. «Dal nostro punto di vista, quello industriale, abbiamo il dovere di rimarcare che, se un’Agenzia fa un appalto al massimo ribasso di tutta l’area cardiovascolare, di fatto questo significa girare le spalle alle produzioni nel nostro Paese e, in qualche modo, incitare gli imprenditori a investire in Paesi dove i costi sono radicalmente diversi».

Per queste ragioni, Aleotti ritiene che il progetto debba essere ripensato. «Sia per un motivo di tutela della salute, come correttamente già sottolineato dal ministero, sia per un motivo di sostenibilità industriale, questa manovra debba essere completamente rivista», ha affermato.

L’intervento è poi passato a un’analisi più ampia delle politiche industriali europee per il settore farmaceutico. Secondo Aleotti, l’Unione europea avrebbe progressivamente perso competitività adottando regole che hanno finito per penalizzare le imprese rispetto ai concorrenti internazionali.

«Ci vuole coerenza. E bisogna avere anche il coraggio di guardare a quello che è stato fatto negli ultimi anni. L’Europa ha perso competitività, ha fatto politiche che si sono dimenticate completamente che le imprese devono essere competitive nel mondo e ha pensato di poter vivere all’interno di una bolla», ha dichiarato.

Da qui l’invito a modificare rapidamente l’approccio regolatorio. «L’Europa fa parte del mondo e le nostre imprese devono poter competere. Se le regole del gioco del nostro continente sono tali da soffocare la capacità di essere competitivi a livello globale, bisogna cambiare rapidamente linea. Altrimenti le nostre imprese soccomberanno, i nostri laboratori non avranno più il ruolo e il nostro welfare, che è sostenuto per l’83% dalle imprese, crollerà. Quindi cambiare rotta urgentemente si può».