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Fentanyl, dopo il furto all’Isrealitico tavolo tecnico e controlli rafforzati sulla filiera

8 Luglio 2026

Controlli più serrati lungo l’intera filiera dei medicinali contenenti fentanyl e altri oppioidi sintetici, un tavolo tecnico interistituzionale per valutare nuove misure sulla tracciabilità e un richiamo alle farmacie affinché applichino con il massimo rigore le procedure di custodia e registrazione previste dalla normativa. Sono le principali decisioni assunte dopo la riunione convocata ieri a Palazzo Chigi sul furto di 80 fiale di fentanyl dalla farmacia dell’Ospedale Israelitico di Roma, episodio che continua a tenere alta l’attenzione delle istituzioni per il rischio di una possibile immissione del farmaco nei circuiti illeciti.

All’incontro, presieduto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, hanno partecipato, tra gli altri, i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e della Salute Orazio Schillaci, il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Massimiliano Fedriga, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il comandante dei Carabinieri Nas, il direttore della Direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa) e i rappresentanti del Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze.

Al termine della riunione, Palazzo Chigi ha annunciato l’istituzione immediata di un tavolo tecnico al quale saranno invitate anche le società scientifiche, tra cui la Società italiana di farmacologia (Sif) e la Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti). Il nuovo organismo dovrà valutare l’eventuale necessità di introdurre ulteriori norme sulla tracciabilità dei farmaci ad azione stupefacente e procedere a un riordino della normativa che disciplina gli obblighi di conservazione di questi medicinali. Contestualmente è stato disposto un rafforzamento dei controlli affidati alle forze di polizia, in particolare ai Nas, su tutti i passaggi della filiera distributiva.

L’incontro si inserisce nel quadro delle iniziative avviate dal Ministero della Salute dopo il furto del 24 giugno. Il dicastero ha infatti già disposto un’ispezione attraverso i propri uffici competenti e i Carabinieri Nas e sta predisponendo un’ulteriore circolare per rafforzare i controlli sull’utilizzo, la conservazione e lo stoccaggio del fentanyl nelle strutture sanitarie, in coerenza con il Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio del fentanyl e degli altri oppioidi sintetici.

Nella stessa giornata, anche Federfarma ha richiamato l’attenzione delle associazioni territoriali sulle indicazioni diramate dalla Direzione generale dei dispositivi medici e del farmaco del Ministero della Salute. In una circolare, il sindacato ha ribadito in particolare la necessità di mantenere elevato il livello di vigilanza sia su eventuali anomalie prescrittive sia su possibili furti o sottrazioni illecite di medicinali contenenti fentanyl e suoi analoghi, confermando le indicazioni già diffuse con i precedenti provvedimenti ministeriali.

Alle farmacie, inoltre, vengono ricordati gli obblighi già previsti dalla normativa vigente. I medicinali inseriti nella Tabella dei medicinali, sezione A, del testo unico sugli stupefacenti devono essere custoditi in un armadio chiuso a chiave e separati dagli altri medicinali. È inoltre necessario garantire la costante corrispondenza tra la giacenza reale e quella riportata sul registro di entrata e uscita e registrare ogni movimentazione entro 48 ore, come previsto dall’articolo 60 del Dpr 309/1990. Viene infine ribadito l’obbligo di segnalare tempestivamente alle autorità competenti eventuali smarrimenti, danneggiamenti o furti e di attenersi scrupolosamente al decalogo di comportamento predisposto per le farmacie.

Sul caso è intervenuto infine anche il comandante del Raggruppamento operativo speciale (Ros) dei Carabinieri, generale Vincenzo Molinese, ascoltato ieri dalla Commissione parlamentare antimafia. Secondo l’ufficiale, il furto delle 80 fiale rappresenta «un segnale» della possibile volontà di approvvigionarsi di fentanyl per finalità illecite e costituisce un fenomeno che merita un attento monitoraggio. Molinese ha comunque precisato che, allo stato attuale, non emergono elementi che facciano ritenere coinvolta la criminalità organizzata.