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Antinfluenzale, in Piemonte scarseggiano le dosi. Federfarma: «Nessuno stop»

7 Novembre 2026

Problemi di approvvigionamento per i vaccini antinfluenzali in Piemonte, dove da alcuni giorni si registrano ritardi nelle consegne del Flucelvax, il vaccino standard utilizzato in particolare per la fascia di età tra i 18 e i 49 anni. Le difficoltà interessano soprattutto Torino, ma potrebbero riguardare anche altre zone della regione, con disponibilità disomogenee tra ambulatori medici e farmacie. La Regione assicura che la campagna prosegue regolarmente e ha già disposto alcune misure per compensare la temporanea carenza.

A segnalare il problema è stata una comunicazione delle Asl ai medici di medicina generale, nella quale si avvertiva che il Flucelvax risultava «temporaneamente indisponibile» nei magazzini. Come riferisce il quotidiano la Repubblica, alcuni ambulatori hanno dovuto riorganizzare le agende e, in qualche caso, sospendere appuntamenti già programmati. All’origine delle difficoltà ci sarebbe un ritardo produttivo dell’azienda fornitrice, che al momento non riesce a completare le consegne già richieste.

Per evitare interruzioni della campagna, l’assessorato regionale alla Sanità ha invitato i medici a utilizzare i vaccini potenziati già disponibili per gli assistiti dai 50 anni in su, riservando le dosi standard ancora presenti nei magazzini ai soggetti più giovani. La stessa soluzione è stata adottata per le farmacie, alle quali è stata estesa la disponibilità dei vaccini potenziati. Anche le prenotazioni già registrate sui portali regionali sono state aggiornate per consentire la sostituzione del prodotto.

Secondo la Regione, a fronte di oltre 520mila dosi standard acquistate, ne risultano ancora disponibili più di 170mila. Scorte che, secondo l’assessorato, dovrebbero essere sufficienti a soddisfare nel breve e medio periodo le esigenze della fascia 18-49 anni, nella quale la vaccinazione gratuita è rivolta ai soggetti a rischio. Il problema, tuttavia, riguarda la distribuzione territoriale: in alcune zone le dosi standard sarebbero già esaurite, mentre altrove risultano ancora disponibili.

Nessuna interruzione delle somministrazioni, invece, viene segnalata da Federfarma Piemonte. «Le farmacie aderenti alla campagna non hanno mai interrotto le vaccinazioni e i cittadini possono rivolgersi con tranquillità alla propria farmacia», sottolinea l’associazione. Anche se la situazione può variare da un esercizio all’altro, persino nella stessa zona: alcune farmacie conservano scorte residue del vaccino standard, altre hanno già esaurito la prima fornitura e non riescono a ottenere nuove dosi. Una disomogeneità che potrebbe complicare l’accesso alla vaccinazione soprattutto per gli assistiti a rischio tra i 18 e i 49 anni.

Intanto, i dati diffusi da Federfarma indicano una crescita significativa dell’attività vaccinale nelle farmacie. Dall’avvio della campagna al 6 novembre sono state somministrate 47.764 dosi di antinfluenzale, contro le 38.118 dello stesso periodo del 2025: 9.646 vaccinazioni in più, pari a un incremento del 25%. A queste si aggiungono 2.871 vaccinazioni anti-Covid e 675 antipneumococciche, queste ultime introdotte quest’anno nell’offerta delle farmacie piemontesi.

«In farmacia la vaccinazione non si è mai fermata e non si ferma» ribadisce Massimo Mana, presidente di Federfarma Piemonte. «Quasi diecimila vaccinazioni antinfluenzali in più rispetto allo scorso anno dimostrano quanto i cittadini si fidino della farmacia come presidio di prevenzione».

Anche la Regione rivendica l’andamento complessivo della campagna: sono già oltre 500mila le dosi antinfluenzali somministrate sul territorio piemontese, contro le circa 430mila registrate al 4 novembre dello scorso anno. L’assessorato ha inoltre contestato la decisione di alcuni operatori di sospendere autonomamente le vaccinazioni senza un preventivo confronto con gli uffici regionali, ribadendo la disponibilità a intervenire per risolvere eventuali criticità locali.