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Confcooperative Lombardia rinnova il Comitato sanità e apre alle farmacie

30 Aprile 2026

Ridurre le liste d’attesa facendo leva sulla sanità territoriale, rafforzare la presa in carico dei pazienti cronici e accelerare sull’uso della telemedicina, con le farmacie chiamate a svolgere un ruolo di primo contatto con il cittadino. È lungo queste direttrici che si muoverà nei prossimi quattro anni il Comitato sanità di Confcooperative Lombardia, che nei giorni scorsi ha rinnovato i propri vertici confermando Patrizio Tambini alla guida del coordinamento.

La riconferma è arrivata nel corso dell’assemblea del Comitato, che ha offerto l’occasione per fare il punto sul ruolo della cooperazione nel sistema sanitario lombardo (presente tra gli altri l’assessore al Welfare della Regione, Guido Bertolaso). I numeri delineano una presenza strutturata: su circa 5.000 medici tra medici di medicina generale e pediatri di libera scelta attivi in regione, 1.350 – pari al 27% – aderiscono al sistema cooperativo e gestiscono il 60% della cronicità. Sul versante della distribuzione del farmaco, aderisce a Confcooperative Lombardia Q Farma, la principale cooperativa dei farmacisti in Italia, con una quota del 42% del mercato regionale e del 20% a livello nazionale e una rete logistica in grado di raggiungere il 92% delle circa 3.100 farmacie lombarde.

Il ruolo della cooperazione emerge anche nell’area sociosanitaria, dove le realtà aderenti gestiscono quote rilevanti dei servizi territoriali: il 30% dell’assistenza domiciliare integrata, il 32% delle Rsd (Residenze sanitarie per disabili), il 15% delle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali), il 22% dei consultori, oltre a una presenza maggioritaria nei servizi di psichiatria per adulti e nella neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, e una quota del 20% negli hospice. Un perimetro che, complessivamente, coinvolge 59 cooperative, 4.459 occupati e genera un fatturato di 1,6 miliardi di euro.

In questo contesto, la linea indicata dal Comitato punta a valorizzare la prossimità come leva organizzativa per migliorare l’accesso alle cure. La farmacia dei servizi viene esplicitamente indicata come uno dei nodi del sistema, in connessione con la medicina generale, per favorire un accesso più rapido e appropriato alle prestazioni e contribuire a decongestionare la pressione sugli ospedali. Un’impostazione che si integra con il potenziamento della telemedicina e della diagnostica territoriale, considerati strumenti chiave per accorciare i tempi di risposta e migliorare la gestione delle patologie croniche.

«La riduzione delle liste d’attesa richiede scelte chiare e il coraggio di valorizzare la sanità territoriale. La cooperazione è pronta a fare sistema con Regione Lombardia, mettendo a disposizione una rete strutturata di medici, farmacisti e realtà sociosanitarie. È necessario accelerare su modelli organizzativi innovativi: attraverso investimenti in telemedicina e diagnostica territoriale possiamo garantire risposte più rapide ai cittadini e alleggerire la pressione sugli ospedali. I numeri lo dimostrano: il 27% dei medici coinvolti e il 60% della cronicità gestita confermano un ruolo già centrale nel sistema», ha dichiarato Tambini.