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Locker per la diretta a Parma, la Regione dà lo stop. Ma non chiude del tutto la porta

23 Giugno 2026

Cala l’alt della Regione sullo “smart locker” dell’Asl di Parma che, da ieri, avrebbe dovuto cominciare a fornire i medicinali della diretta agli assistiti del servizio Distribuzione farmaci dell’ospedale Maggiore. La decisione è stata comunicata a Federfarma e Assofarm dall’assessore alla Salute, Massimo Fabi, in un incontro convocato nella stessa mattinata di ieri dopo la diffida inviata venerdì dal sindacato regionale delle farmacie private. Fabi ha assicurato che da Parma non era arrivata nessuna comunicazione preventiva sul nuovo servizio e ha condiviso le preoccupazioni di Assofarm e Federfarma riguardo alle modalità del servizio. Per tale motivo, ha continuato, la Regione ha disposto il congelamento sine die del progetto, in attesa di future valutazioni per le quali l’assessore ha promesso che saranno sentite le farmacie del territorio così come la Fofi e il Ministero (che nel 2023 aveva espresso un parere negativo sull’uso dei locker nella dispensazione dei farmaci da parte delle farmacie di comunità). «Siamo soddisfatti dello stop impartito dalla Regione» commenta a FPress il presidente di Federfarma Emilia Romagna, Achille Gallina Toschi «anche se l’assessore non ha archiviato in via definitiva il progetto».

La querelle, dunque, si può considerare soltanto rinviata, anche perché nell’incontro Fabi ha inviato i due sindacati a dire la loro nel caso il tema dovesse tornare sul tavolo. E se Federfarma ha espresso una contrarietà senza se e senza ma, Assofarm invece non ha chiuso la porta ma ha chiesto che vengano definite regole chiare e valide per tutti, ossia farmacie ospedaliere e farmacie di comunità.

Nulla di cui sorprendersi: a marzo, infatti, in audizione davanti alla commissione Igiene e sanità del Senato, il sindacato delle farmacie pubbliche aveva proposto che nel ddl delega sul Testo unico della farmaceutica fosse inserita una disciplina specifica per consentire alle farmacie la dispensazione differita dei farmaci tramite locker intelligenti. E in tempi meno recenti, al Tavolo ministeriale sull’online s’era discusso dell’opportunità di normare il servizio perché possa essere offerto dalle farmacie con tutte le garanzie necessarie (anche in caso di dispensazione del farmaco).

Che la questione sia tutt’altro che seppellita lo dicono anche i precedenti: soltanto tre anni fa, un progetto analogo a quello di Parma venen lanciato dall’Asl 7 Pedemontana di Vicenza, che nel febbraio del 2023 aveva inaugurato all’ospedale di Bassano uno smart locker sempre con lo stesso obiettivo: semplificare ai pazienti il ritiro dei farmaci della distribuzione diretta (sarà un caso, ma il Veneto è un’altra delle regioni dove il ricorso al doppio canale è più intenso). «Appena avuta notizia intervenimmo nei confronti della Regione e ci furono alcuni incontri» ricorda a FPress Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto «poi a maggio arrivò il parere del Ministero e la Regione fece marcia indietro. A quanto ci risulta, all’ospedale di Bassano il locker è ancora lì, ma non è in funzione».