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Francia, farmacie hackerate: intrusioni attraverso le app di assistenza remota

6 Novembre 2026

Non sono bastati antivirus e precauzioni contro le email sospette a proteggere le farmacie francesi finite nel mirino degli hacker lo scorso fine settimana. Le intrusioni informatiche che hanno colpito tre esercizi a Digione, Strasburgo e Parigi sembrano infatti essere passate attraverso i programmi di teleassistenza utilizzati dai fornitori di servizi per accedere da remoto ai computer delle farmacie. Una modalità che apre nuovi interrogativi sulla sicurezza dei sistemi informatici delle officine, sempre più interconnessi con piattaforme e operatori esterni.

A ricostruire quanto accaduto è il Quotidien du pharmacien, che ha raccolto le testimonianze di alcuni dei titolari coinvolti. Il caso più dettagliato è quello della Pharmacie des Congrès di Digione, dove gli hacker sono entrati nella notte tra sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre, quando l’esercizio era chiuso. Il titolare, Jean-Olivier Mariani, ha scoperto l’intrusione soltanto la domenica a mezzogiorno, dopo essere stato avvertito da un collega che aveva visto circolare sui social il nome della sua farmacia.

«Sono andato subito a controllare se ci fossero segni dell’intrusione» racconta Mariani. «Ma non essendo uno specialista, l’analisi ha potuto essere approfondita soltanto lunedì mattina, grazie all’intervento del nostro fornitore del gestionale, Pharmaland». I tecnici hanno impiegato meno di due ore per ricostruire l’attività del pirata informatico. Nel frattempo il farmacista ha presentato le segnalazioni alla Cnil, l’autorità francese per la protezione dei dati personali, e a Cert Santé, il servizio nazionale per la gestione delle minacce informatiche in sanità, per poi sporgere denuncia alla polizia.

L’attacco, fortunatamente, non ha impedito alla farmacia di riprendere la normale attività il lunedì mattina. L’obiettivo degli hacker, infatti, non era bloccare i computer o paralizzare il servizio, ma sottrarre informazioni. «Purtroppo i dati erano già stati prelevati» spiega Mariani, precisando che resta difficile stabilire quanti fascicoli completi siano stati compromessi e quanti invece singoli elementi, come indirizzi, email e numeri telefonici.

Secondo il sito specializzato French Breaches, che ha individuato sul dark web le informazioni sottratte alle tre farmacie, sarebbero oltre 400mila le persone o le schede interessate. Tra i dati messi in vendita figurerebbero nomi, numeri di previdenza sociale e informazioni sulle coperture assicurative sanitarie, potenzialmente utilizzabili anche per furti d’identità.

Le prime ricostruzioni indicano come possibile porta d’ingresso AnyDesk, un programma che consente di controllare a distanza un computer. Si tratta di strumenti comunemente impiegati anche nelle farmacie per l’assistenza tecnica e la gestione di servizi esternalizzati. «Alcuni fornitori, come gli organismi che gestiscono il pagamento da parte delle assicurazioni, utilizzano questi programmi» spiega Valérian Ponsinet, responsabile della commissione Convenzione e sistemi informativi della Federazione dei sindacati farmaceutici francesi (Fspf). «Possono avere una gestione poco sicura delle credenziali e delle password, oppure essere stati a loro volta violati».

Il presidente dell’altro sindacato di categoria, l’Uspo, Pierre-Olivier Variot, richiama invece l’attenzione su una pratica particolarmente rischiosa: «Il problema è che alcuni concedono a questi fornitori un accesso permanente».

A Digione, il gestore del servizio di pagamento per conto terzi Otp ha chiesto già lunedì di disinstallare AnyDesk da tutti i computer. Mariani ha deciso di andare oltre, eliminando ogni programma di telemanutenzione in attesa di una rivalutazione delle misure di sicurezza.

A Strasburgo, invece, l’intrusione è stata scoperta in tempo reale. Una farmacista della Pharmacie de la Cigogne si è accorta che qualcuno stava utilizzando a distanza il suo computer. «A quel punto abbiamo interrotto la connessione a Internet e avviato tutte le procedure previste dalla legge» racconta la titolare Danielle Abessara.

Le indagini sono ancora in corso per accertare le modalità degli attacchi e le eventuali responsabilità. French Breaches ha intanto segnalato che diverse centinaia di altre farmacie francesi potrebbero essere oggetto di tentativi di intrusione o attività di sorveglianza da parte di gruppi criminali.

Per Mariani, l’esperienza dimostra quanto siano cambiate le minacce informatiche. «Non basta più proteggersi evitando di cliccare su collegamenti ingannevoli o email sospette» osserva. «I metodi utilizzati vanno oltre le nostre attuali conoscenze e capacità di protezione». Il rischio, in particolare, è che i criminali riescano a entrare nei sistemi utilizzando credenziali sottratte o acquistate, senza bisogno di ingannare direttamente il personale della farmacia. «Gli hacker sembrano avere sempre una mossa di vantaggio rispetto ai sistemi di sicurezza» conclude il farmacista. «E proteggersi diventa sempre più complicato».