Nasce una nuova organizzazione europea per la rappresentanza dei farmacisti, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro dei professionisti dipendenti, rafforzarne il riconoscimento nei sistemi sanitari e promuovere politiche comuni per lo sviluppo della professione. Si chiama European Pharmacists’ Association (Epa) ed è stata costituita il 15 e 16 ottobre a Katowice, in Polonia, dai rappresentanti di nove organizzazioni nazionali, che hanno sottoscritto una dichiarazione fondativa. La nuova associazione avrà sede ufficiale in Inghilterra e punta ad allargare progressivamente la propria rappresentanza ad altri Paesi europei.
I nove Paesi fondatori sono Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Polonia, Romania e Svezia, che partecipano con le associazioni professionali e i sindacati dei farmacisti dipendenti, inclusi in alcuni casi anche i professionisti dell’industria farmaceutica e delle scienze della vita (come la danese Pharmadanmark, che conta oltre 10mila iscritti).
Non si tratta, peraltro, della prima organizzazione europea dedicata ai farmacisti collaboratori. Dal 2012 opera infatti EPhEU (European Association of Employed Community Pharmacists), federazione con sede a Vienna che rappresenta i farmacisti dipendenti delle farmacie di comunità e alla quale aderiscono organizzazioni di diversi Paesi, tra i quali Germania, Francia e Austria. L’Epa nasce dunque come ulteriore soggetto di rappresentanza, con un ambito professionale potenzialmente più ampio.
La missione dichiarata è quella di trasformare le istanze dei farmacisti in proposte per le istituzioni e in standard professionali condivisi, attraverso il coordinamento delle organizzazioni aderenti e un’attività di ricerca e raccolta di evidenze. Tra le priorità figurano la tutela delle condizioni di impiego, il contrasto al sovraccarico lavorativo e al burnout, lo sviluppo della formazione e la valorizzazione delle competenze cliniche.
Un’attenzione particolare sarà riservata all’ampliamento del ruolo dei farmacisti nella sanità territoriale, soprattutto nelle vaccinazioni e nella prevenzione, alla collaborazione con le altre professioni sanitarie e all’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale. L’intenzione è utilizzare le esperienze maturate nei singoli Paesi per sostenere iniziative comuni presso i decisori politici nazionali ed europei.
Secondo l’associazione norvegese Farmaceutene, la rappresentanza comprenderà farmacisti impegnati non soltanto nelle farmacie territoriali, ma anche negli ospedali, nell’università, nella ricerca e nelle attività regolatorie. L’Epa intende inoltre promuovere nuove iniziative di ricerca europee nel campo delle scienze farmaceutiche. Tra gli interlocutori individuati figurano l’Unione europea, l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Organizzazione internazionale del lavoro.
La struttura direttiva è già stata definita. Alla prima presidenza dell’Epa è stato nominato Mark Koziol, fondatore e presidente della britannica Pharmacists’ Defence Association (Pda), organizzazione sindacale che tutela i farmacisti dipendenti e liberi professionisti nel Regno Unito. Lo riferisce la rivista britannica Chemist+Druggist. Koziol sarà affiancato da due vicepresidenti, la norvegese Greta Torbergsen e il polacco Piotr Merks, mentre la carica di segretario generale è stata affidata a Susie Stærk Ekstrand, direttrice di Pharmadanmark. La sede centrale sarà a Birmingham.