Sei francesi su dieci hanno rinunciato almeno una volta ad acquistare un farmaco senza ricetta perché troppo costoso. È il dato con cui il gruppo della grande distribuzione Leclerc torna all’attacco del monopolio delle farmacie francesi sulla vendita dei medicinali senza obbligo di prescrizione, chiedendo che anche le proprie parafarmacie possano commercializzarli «a prezzi Leclerc». L’offensiva arriva nel pieno del dibattito parlamentare sulla legge di finanziamento della sicurezza sociale e riaccende uno scontro che da anni contrappone la grande distribuzione alle rappresentanze dei farmacisti.
La nuova campagna pubblicitaria, intitolata «Ça va passer» («Passerà»), è partita il 25 ottobre e viene diffusa attraverso televisione, video online, canali digitali e stampa. Gli spot raccontano situazioni quotidiane nelle quali i cittadini rinunciano a curarsi per ragioni economiche: un forte raffreddore, la nausea durante un viaggio, una contrattura muscolare. In tutti i casi, i protagonisti minimizzano il disturbo ripetendo «passerà», anziché acquistare un medicinale.
Il messaggio è che il costo dei farmaci da banco rappresenterebbe un ostacolo all’accesso alle cure, che potrebbe essere superato consentendo la vendita anche al di fuori delle farmacie. A sostegno della propria tesi, Leclerc cita un’indagine realizzata nell’aprile 2023 dall’istituto demoscopico Ifop per l’azienda farmaceutica Biogaran sull’impatto dell’inflazione sugli acquisti di medicinali senza prescrizione. Il dato secondo cui il 60% dei francesi avrebbe già rinunciato a un acquisto per motivi economici risale dunque a tre anni e mezzo fa.
Non è la prima volta che Michel-Édouard Leclerc, figura di riferimento dell’omonimo gruppo distributivo, utilizza l’argomento del potere d’acquisto per chiedere una liberalizzazione del mercato farmaceutico. Nell’ottobre 2024 una campagna televisiva denunciava il costo eccessivo dei medicinali per curare un semplice raffreddore, accompagnando gli spot con la domanda: «Perché non possiamo ancora venderli?».
Nell’aprile 2025 un’altra iniziativa pubblicitaria aveva utilizzato, senza il consenso del produttore Cooper, l’immagine di Vitascorbol C1000 per contestare le restrizioni alla vendita dei medicinali, con particolare riferimento al paracetamolo. La nuova campagna abbandona il riferimento a un singolo principio attivo e allarga la rivendicazione all’intero comparto dei farmaci “Over the counter”.
La pressione del gruppo francese, peraltro, non riguarda soltanto i medicinali. La scorsa estate Leclerc aveva chiesto di poter commercializzare nelle proprie parafarmacie anche alcuni test diagnostici oggi riservati alle farmacie, tra i quali i Poct per le infezioni urinarie, il colesterolo e le allergie. Una strategia che punta dunque ad ampliare progressivamente l’offerta sanitaria della grande distribuzione, superando i confini attualmente imposti dalla normativa francese.
Le organizzazioni dei farmacisti respingono però le argomentazioni del distributore. Il primo punto contestato riguarda la sicurezza: un medicinale, anche quando acquistabile senza ricetta, non può essere considerato un normale prodotto di consumo. La dispensazione in farmacia garantisce infatti la possibilità di ricevere un consiglio professionale, necessario per prevenire errori di utilizzo, interazioni farmacologiche e abusi.
Una posizione che la categoria considera ancora più importante mentre è in corso il confronto con l’Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé (Ansm, l’Aifa francese) sulla richiesta di rendere disponibili senza obbligo di prescrizione 33 principi attivi utilizzati nel trattamento dei disturbi più comuni. Per i sindacati, ampliare le possibilità di automedicazione deve andare di pari passo con il mantenimento delle garanzie assicurate dal farmacista.
L’altro terreno di scontro è quello economico. Le rappresentanze professionali contestano che l’ingresso della grande distribuzione comporterebbe automaticamente una riduzione dei prezzi. Ricordano, in particolare, che per diverse classi terapeutiche di largo consumo i prezzi praticati in Francia sono già tra i più bassi d’Europa. Secondo i farmacisti, dunque, l’argomento del potere d’acquisto servirebbe soprattutto a sostenere una strategia commerciale finalizzata all’apertura di un nuovo mercato.
Particolarmente critica la reazione di Fabrice Camaioni, presidente della Fédération des syndicats pharmaceutiques de France (Fspf, una delle principali organizzazioni sindacali dei titolari di farmacia). «È sempre la stessa solfa», ha dichiarato al Quotidien du pharmacien. «A dimostrazione che il suo ufficio comunicazione manca di fantasia o, più semplicemente, di argomenti».