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Francia, dispensazione per unità obbligatoria con alcuni antibiotici. Sindacati contrari

22 Ottobre 2026

La dispensazione per unità posologica, ossia la consegna al paziente del numero esatto di compresse previsto dalla prescrizione anziché della confezione integra, potrebbe diventare obbligatoria in Francia per alcune categorie di antibiotici. Lo prevede l’articolo 28 del progetto di legge per il finanziamento della previdenza sociale 2027 (Plfss), sul quale è iniziato martedì 20 ottobre l’esame parlamentare. La misura incontra però l’opposizione dei sindacati delle farmacie, che contestano l’aggravio di lavoro per i farmacisti e chiedono, nel caso di un’eventuale introduzione dell’obbligo, una remunerazione specifica.

Come riferisce il Quotidien du pharmacien, il testo punta a rendere obbligatoria la dispensazione frazionata per gli antibiotici che presentano particolari rischi di uso improprio o contribuiscono in misura significativa allo sviluppo e alla diffusione dell’antibioticoresistenza. La disposizione prevede anche l’introduzione di uno specifico statuto giuridico, con regole comuni su prescrizione e dispensazione e vincoli rafforzati per le specialità considerate più a rischio.

Il 15 ottobre, inoltre, la commissione Affari sociali dell’Assemblea nazionale ha approvato un emendamento che amplia la platea dei medicinali potenzialmente interessati dall’obbligo, demandando a un decreto l’individuazione delle specialità. «Quando una terapia richiede 18 compresse, l’Assurance maladie non deve finanziarne 20 o 30 soltanto perché il produttore ha scelto quel formato» si legge nella relazione del deputato Guillaume Kasbarian, promotore dell’emendamento.

La dispensazione per singola dose è già consentita in Francia per alcune categorie di medicinali, tra le quali determinati antibiotici e stupefacenti, ma il governo e una parte dei parlamentari intendono estenderne l’applicazione. Il provvedimento contempla anche un meccanismo convenzionale di compensazioni economiche e sconti finalizzato a garantire la disponibilità di alcune specialità antibiotiche.

Di diverso avviso le rappresentanze professionali. «Siamo sempre stati contrari alla generalizzazione della dispensazione per singola dose» dichiara Fabrice Camaioni, presidente della Fédération des syndicats pharmaceutiques de France (Fspf), che definisce la proposta «una falsa buona idea». Tra le criticità segnalate figurano il tempo necessario per separare le compresse dai blister, le operazioni di riconfezionamento e informazione al paziente e il possibile impatto ambientale dei materiali utilizzati.

Anche l’Union des syndicats de pharmaciens d’officine (Uspo) contesta il provvedimento, lamentando soprattutto l’assenza di una preventiva concertazione con i rappresentanti delle farmacie su una misura destinata a incidere sensibilmente sull’organizzazione del lavoro.

La stessa Corte dei conti francese, in un rapporto pubblicato nel novembre 2025, aveva giudicato impraticabile una generalizzazione indiscriminata della dispensazione frazionata, raccomandandone l’obbligatorietà soltanto per alcuni antibiotici, per i medicinali più pericolosi o costosi e in caso di carenze. Il tutto a condizione di prevedere un compenso specifico per le farmacie.

Su questo punto la Fspf apre a una possibile mediazione. «Per i pochi antibiotici per i quali l’antibioticoresistenza è accertata e rilevante, perché no? Possiamo gestirlo» osserva Camaioni, che chiede però una selezione rigorosa dei medicinali interessati. Quanto alla remunerazione, il sindacato propone un compenso per singolo atto di dispensazione, anziché il mantenimento dell’attuale sistema di incentivi annuali legati agli obiettivi di sanità pubblica (Rosp).

L’Uspo suggerisce invece di intervenire prioritariamente sui formati delle confezioni, adeguandoli alla durata delle terapie raccomandate. Il nuovo statuto giuridico degli antibiotici, osserva il sindacato, potrebbe favorire il lavoro già avviato con l’Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali (Ansm) sulla revisione dei confezionamenti. Tra le altre proposte figurano una maggiore collaborazione tra medici e farmacisti e il rafforzamento dell’informazione ai pazienti per migliorare l’aderenza terapeutica.

Il confronto resta comunque aperto. L’approvazione dell’emendamento in commissione non equivale all’adozione definitiva della misura: l’esame in aula riparte infatti dal testo originario del governo e l’estensione dell’obbligo dovrà essere nuovamente discussa. Anche le eventuali modalità di remunerazione delle farmacie dovranno essere definite attraverso la contrattazione convenzionale.